Napoli. Crac turismo, effetto Usa

14/09/2001



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14 Settembre 2001Oggi in edicola Pagina 4
Crac turismo, effetto Usa
Il borsino del Grand Tour: "Crollo del 30 per cento"
Le ripercussioni in Campania dopo la tragedia statunitense. Si ferma l’industria del divertimento

PATRIZIA CAPUA STELLA CERVASIO


Chiude l’industria del divertimento. La «non voglia» di festeggiare ha colpito napoletani e stranieri, l’ansia di vacanza settembrina è crollata con le torri di New York. C’è un effetto che segue quello che ha decimato il popolo delle Twin Towers, ed è la crisi dell’economia legata ai trasporti e al turismo. In una serie di alberghi napoletani che operano con le maggiori agenzie statunitenensi è in agguato l’insidia del contratto «release a 30 giorni». Meno 30 per cento nelle città care al Grand Tour degli americani, Positano, Capri, Sorrento, Ischia: hanno cancellato le prenotazioni i viaggiatori in arrivo dagli Usa. Sui napoletani, poi, l’effetto paura è stato fortissimo: le agenzie turistiche non battono un biglietto neppure per Parigi negli ultimi giorni. «Se succede qualcos’altro, non voglio trovarmi lontano da casa», è la giustificazione dei tanti rinunciatari. Ristoranti in leggera flessione, alberghi con turisti in stand by finchè il traffico aereo non sarà tornato alla normalità e una valanga di disdette.
Alberghi. All’albergo San Germano di Agnano, in «area Nato», dopo la settimana di prevertice con clienti illustri come i capi di Stato Maggiore Usa che avevano preteso i metal detector alle porte e una blindatura perfetta, hanno accusato forse più che altrove il colpo della tragedia di New York. Dalla Grande Mela doveva arrivare un gruppo di 50 turisti che ha dato forfait. Mancheranno i delegati americani al congresso mondiale Clima 2001, la convention dei farmaceutici è stata spostata a ottobre. Da quest’anno, grazie a una convenzione speciale con i tour operator di New York, Nassau e Chicago, il San Germano, con Holiday Inn, Vesuvio, Parker’s, Royal e Paradiso, avrebbero registrato un incremento del turismo Usa del 15 per cento a Napoli Città d’Arte. Ora è tutto in discussione, e questa formula rende imprevedibili le disdette: potrebbero cancellare le prenotazioni all’ultimo minuto. Tre prenotazioni annullate all’Excelsior Vittoria di Sorrento, che lavora con i maggiori tour operator statunitensi e si aspetta altre disdette per un albergo che sarebbe stato al completo per tutto il mese di settembre. Stesso discorso alle Sirene di Sorrento: 10 prenotazioni cancellate per altrettante vacanze che non ci saranno. L’Europa Palace di Anacapri è un altro hotel prediletto dagli americani: qualche prenotazione è saltata anche da loro, quelli che erano già sull’isola sono stati costretti a rimanere oltre il previsto per il blocco dei voli. In lacrime una famiglia, che ha saputo mercoledì di aver perso un amico sotto le macerie. L’hotel Vesuvio a Napoli
Turismo. Per Costiera, penisola e isole settembre è periodo di «altissima stagione» e prediletto dagli americani. Quest’anno sarà un mese magro: il 2030 per cento ha disdetto le prenotazioni. «Ma un colpo arriva anche dai turisti locali dice Ettore Cucari, presidente degli agenti di viaggio che non si stanno più muovendo. Hanno deciso di rinviare e non sappiamo fino a quando: il tempo sospeso in attesa di una risposta all’attentato senza precedenti invita tutti a star fermi. Per le nostre aziende è un danno economico non indifferente. E con noi anche l’indotto subisce le conseguenze. In caso di terremoto o altro disastro naturale, o anche per una guerra, si sa che la ripresa prima o poi verrà. Stavolta siamo al buio e non sappiamo prevedere. Ad esempio l’iniziativa prenatalizia «Shopping a New York» che vedeva partire 1500 napoletani circa ogni anno, è prevedibile che salti. Oltre alla paura di un nuovo attentato, chi ha voglia di fare acquisti quando Manhattan è in lutto?».

Ristoranti. Niente convivialità per i napoletani: quelli in zona City vanno a colazione come ogni giorno nell’orario di spacco, ma a Chiaia la movida rallenta. Turisti alla spicciolata per Alfonso dell’Europeo e il solito carico di mezzogiorno assicurato dagli uffici. «E’ ancora presto per registrare un calo di attività dice Elvira Chiosi della Bersagliera certo gli americani sono nostri clienti abituali e nei prossimi giorni le defezioni saranno sicure». «Un calo c’è già dicono al ristorante Umberto di Chiaia pochi napoletani hanno voglia di banchettare. Continuano a venire turisti italiani e giapponesi, ma vedo deserti anche i negozi».