Napoli: “Chi vuol fare shopping aspetta il giorno feriale…”

23/04/2001

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Napoli

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"Ma chi vuol fare shopping
aspetta il giorno feriale…"

Maddaloni, presidente Ascom: singolare difesa dei negozianti

Maurizio Maddaloni, lei è il presidente dell’Ascom; sa che i suoi colleghi di Roma protestano perché vogliono che il Comune firmi un’ordinanza per liberalizzare il calendario delle chiusure? Ordinanza che a Napoli già c’è…
«Il Comune di Napoli ha recepito prima di altri queste novità».
E allora perché nei giorni di festa i negozi sono quasi tutti chiusi?
«Grosse fette della categoria non vogliono lavorare nei giorni di festa, non la considerano una iniziativa conveniente. È difficile trovare un accordo. E poi la liberalizzazione non è sempre un vantaggio. Anzi: questi sono gli effetti del perverso liberismo della legge Bersani».
Curioso che una associazione di categoria schierata con chi del liberismo fa una bandiera si esprima così, non crede?
«È questa la posizione dell’Ascom, da Billè in giù. Contro alcuni aspetti di questa legge abbiamo protestato subito. Le nostre non sono posizioni dell’ultima ora».

E quali sono gli svantaggi?
«Era molto meglio prima quando, dopo aver consultato la categoria, sedevamo intorno ad un tavolo con il Tecce di turno (l’ex assessore al Commercio del Comune ndr) e insieme stabilivamo di stare aperti nei giorni di festa. L’assessore firmava un’ordinanza».
Ordinanza che però non obbligava nessuno a lavorare. Rimpiangendo quei tempi non sminuisce il ruolo dell’associazione di categoria?
«E perché? Noi oggi come allora facevamo la nostra parte».
Oggi, però, i risultati non si vedono. Sembra che abbiate bisogno del tavolo comunale…
«Lo ripeto: non tutti i commercianti accettano di lavorare nei giorni di festa. L’effetto della liberalizzazione, così, è che in alcun zone i negozi sono aperti e in altre no. A macchia di leopardo».
I commercianti non vogliono lavorare nei giorni di festa però alla prima occasione denunciano: Napoli non è attrezzata per l’accoglienza dei turisti. Un’incoerenza?
«Io parlavo del commercio in generale, il settore turistico è un’altra cosa: a Pasqua i pubblici esercizi hanno risposto bene all’appello. Oltre cento locali erano aperti. E sarà così anche il prossimo 25 aprile e il primo maggio».

Come dire: ci preoccupiamo del vitto e dell’alloggio dei visitatori. Ma se volessero anche comprare una maglietta o fare quattro passi in via dei Mille per fare shopping?
«I turisti, durante le vacanze, non comprano certo una pelliccia o un capo di Ferragamo. E anche se volessero fare shopping possono farlo il giorno dopo…Noi dal canto nostro insistiamo: stiamo lavorando perché in alcune zone i commercianti capiscano che anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Così si fa in una città che pensa positivo».
daniela d’antonio