Musica che sposta le macerie. Stanotte è festa a Collemaggio

31/03/2010

Un tendone da circo, coloratissimo, a Collemaggio. Benvenuti all’ Aquila. L’Aquila delle carriole, quella che resiste e sposta le macerie. Ci vuole forza, ci vuole coraggio. Ci vogliono i bambini che si passano le pietre e gli operai che si caricano i pesi sulle spalle. E serve la musica ad accendere la notte, stanotte. Musica bella, una cascata di note, gli amplificatori che vibrano e tutti assieme in piazza. Un anno dopo. C’è bisogno delle carriole, quelle dei lavoratori dei cantieri, per portare lontano i detriti dal centro e liberare l’Aquila. E poi servono carriole simboliche per allontanare altre rovine, quelle del cuore, e il buio della paura più nero del petrolio. Ci vuole coraggio. E la musica aiuta. Per questo stasera si canta, grazie alla carovana messa su dai Tetes De Bois di Andrea Satta, l’uomo che scrive, suona, guarda il mondo dal sellino di una bicicletta. Poi scende e organizza piccoli, meravigliosi eventi. Per esempio portare una tenda da circo «dalle tinte lievi» a Collemaggio, davanti alla basilica sventrata, convogliare musicisti e artisti su invito della Fillea-Cgil, trasformare suoni, tratti e parole in un racconto. Il racconto dell’Aquila che rivuole se stessa. Sul palco ci saranno anche Daniele Silvesti, Nada, Paola Turci, Dario Vergassola, Carlo Muratori, Alberto Patrucco. Ai disegni Sergio Staino, ai colori Licio Esposito. «Lo schema di gioco è quello di Avanti Pop – spiega Andrea -. Si arriva in un luogo, si interagisce con la gente. Stavolta ci sono le lettere che mi sono arrivate dall’Aquila. Ognuno di noi ne leggerà una prima di suonare». Lettere in tempi di e-mail. Quella di una classe, la Terza C, di una coppia di licenziati, di una pediatra, la missiva delle donne del terremoto. Il loro racconto «di espropriati – aggiunge Satta -, trasferiti per forza lontano dai luogi dove sono nati, privati dei ricordi, delle radici, spostati nelle casette arredate con quello che altri hannoscelto, deciso, deportati chilometri lontano ». Andrea Satta parla continuamente dell’Aquila, ne scrive spesso anche sul nostro giornale, la descrive come un «set senza vita di un film americano». Serve la scossa, allora. La musica serve. Le note elettriche, il ritmo che è come il battito di un cuore. Ma il tendone, prestato a Collemaggio da un circo toscano, rimarrà nella piazza per una settimana. «Perché non vogliamo apparire come un’astronave che arriva, accende i fari, illumina tutto e poi sparisce», dice Satta. Così, quello spazio sarà a disposizione degli aquilani per incontrarsi, mangiare, parlare, ricordare. «Ricordare un particolare, l’angolo di un palazzo che c’era e non c’è più, un cortile dove le madri sapevano di poter lasciare liberi i propri figli, che tanto lì non c’era pericolo», aggiunge il musicista-scrittore. E’ il regalo dei Tetes de Bois, della Fillea Cgil al centro dell’Aquila, alla sua gente. Un piccolo dono, una dedica infinita. «E poi forse riusciremo a portare con noi anche Mario Monicelli. Che festa sarebbe». L’ingresso è gratuito, l’appuntamento alle 21, questa sera. «Per portare un segno di leggerezza, di lavoro, per regalare un sorriso ai piccoli euntracciante di fantasia», recita il comunicato. All’ingresso troverete un camioncino rosso, il simbolo della band romana, e delle carriole gialle che hanno «ruote come ali». Via le macerie, dentro i sogni. Avanti con la musica, con i disegni di Staino, con le parole. Stasera L’Aquila ritrova la voce. E canta.