Musei, sciopero delle biglietterie a rischio Uffizi, Accademia e Pitti

27/10/2010

La vertenza dei 250 dipendenti delle biglietterie, dei bookshop e del servizio di prenotazione dei musei statali rischia di sfociare in un lungo sciopero che creerà non poco caos tra turisti e i visitatori del prossimo weekend. Ieri, l´assemblea dei dipendenti ha deciso 8 ore di sciopero per sabato 30 ottobre, fino ad un totale di 42 ore di astensione dal lavoro, allargata ai giorni del 31 ottobre e 1 novembre, ma ancora da confermare con precise modalità. Se l´adesione sarà massiccia, non si potranno né fare, né ritirare biglietti prenotati, per Uffizi, Accademia, gallerie di Palazzo Pitti, Cappelle medicee e tutti gli altri musei statali. Un caos dovuto alla mobilitazione del personale in servizio alle biglietteria e nei bookshop, che già da giugno ha aperto una vertenza sindacale per discutere che nel nuovo capitolato di appalto dei servizi aggiuntivi del Polo museale fiorentino, vengano poste delle clausole che salvaguardino i posti di lavoro degli attuali dipendenti.
Oggi potrebbe arrivare una soluzione. «Siamo stati convocati all´ultimo tuffo al ministero dei Beni culturali a Roma – spiega Fabio Giunti, uno dei referenti sindacali di Filcams Cgil – ma la situazione si sbloccherà solo se ci garantiranno che nel bando verrà posta un clausola che rende effettivo il diritto di assunzione o passaggio diretto da parte di chi si aggiudicherà le tre gare, una per la biglietteria, una per i bookshop e una per la ristorazione». Una soluzione tutt´altro che scontata, anche perché, prosegue Giunti «andrà prevista a livello nazionale, per tutte le gare di appalto in atto che interessano i musei di Venezia, Roma e Bari oltre che Firenze». Tanto più che la vertenza è aperta da giugno, con una trattativa che inizialmente riguardava solo la soprintendenza fiorentina, che aveva valutato positivamente la possibilità di inserire nel bando una clausola per garantire i 250 dipendenti (di cui 180 assunti a tempo indeterminato). «Finché la soprintendente Cristina Acidini ci ha fatto sapere di non aver alcuna competenza per inserire nel capitolato di gara le nostre richieste – precisa Giunti – perché tale atto spetta solo al ministero. Un gioco di scarica barile che va avanti da mesi, mentre sta per essere avviata la gara di appalto». «Un incredibile rimpallo di responsabilità» criticato anche dai consiglieri provinciali di Rifondazione Andrea Calò e Lorenzo Verdi, favorevoli alle richieste dei sindacati unitari.