Muro contro muro sul referendum Inizia lo sciopero, pronto un esposto

07/09/2010

Lavoratori divisi tra boicottaggio e voto in massa contro Marchi
VENEZIA— Agguerriti e determinati ad andare, se necessario, al muro contro muro con Enrico Marchi. I dipendenti di Save Security non temono il referendum che il presidente di Save è deciso ad indire unilateralmente. Una consultazione in stile «Fiat a Pomigliano», nella quale i 230 lavoratori della società che gestisce i controlli di sicurezza degli scali di Venezia e Treviso saranno chiamati a dire se vogliono conservare il contratto di lavoro che li inquadra nel settore della vigilanza.
Se l’adesione sarà inferiore all’80 per cento — così ha detto Marchi— il servizio verrà esternalizzato a società private. Le dichiarazioni di voto non rispondono, però, alle aspettative di Marchi: una decisione comune non è stata ancora presa e i lavoratori si dividono tra chi vuole boicottare il referendum, definendolo «una provocazione», e chi chiede ai colleghi di votare per il contratto Assaeroporti, sfidando così il presidente di Save. In aerostazione, prima di entrare in servizio o al termine del proprio turno, gli addetti di Save Security spiegano volentieri le loro rivendicazioni. «Il 90 per cento dei colleghi è d’accordo sulla richiesta del contratto aeroportuale», racconta un dipendente mestrino. «Sono tre anni che il contratto integrativo non viene rinnovato, questa è l’unica soluzione – gli fa eco un altro vigilantes – per ottenere uno stipendio dignitoso, adeguato allo stress e agli orari che sopportiamo». «L’anno scorso abbiamo rinunciato a protestare perché la crisi aveva colpito tutti, ora – aggiune una collega – abbiamo deciso di dire basta, perché Save genera utili sulle nostre spalle». Ieri al Marco Polo era il primo giorno di sciopero dello straordinario (in media mezz’ora al giorno), indetto dai sindacati di base e che si concluderà il 5 ottobre, salvo proroghe. L’adesione è stata ampia ma non vi sono stati disagi per i passeggeri: tutti i varchi erano regolarmente aperti. Il segretario dell’Usb di Venezia Giampietro Antonini, sta preparando un esposto nei confronti di Save per attività antisindacale, da depositare mercoledì.
«Di fronte alla nostra protesta – sostiene – per tutta risposta hanno dato in gestione ad un’altra società uno dei varchi esterni». Una questione che le altre sigle, invece, ridimensionano. «È prevista – spiega Valter Calzavara della Filcams Cgil – da un accordo sindacale». E’ già in calendario un altro sciopero: la Uil ha chiesto ai lavoratori di Save Security di incrociare le braccia il 18 settembre e oggi, in un incontro in prefettura, ci sarà un ultimo tentativo di mediazione. Secondo Giovanni Reina, segretario provinciale della Uil Trasporto, la protesta si farà. «I segnali sono negativi, non cambieremo – afferma – la nostra posizione». La Cgil ha organizzato invece per giovedì pomeriggio un’assemblea, in cui si deciderà la linea. Sarà valutato anche un ulteriore sciopero. «Abbiamo l’intenzione – spiega Calzavara – di respingere qualunque ipotesi di referendum».