Muro contro muro per il commercio

20/05/2004


      sezione: ITALIA LAVORO
      data: 2004-05-20 – pag: 25
      autore: SERENA UCCELLO

      LA STAGIONE DEI CONTRATTI • Vertenza al rush finale: verso un aumento di 90 euro, si tratta sugli orari
      Gli edili in dirittura d’arrivo
      Muro contro muro per il commercio: sciopero il 19 giugno
      Ai calzaturieri 85 euro in più in busta paga
      MILANO • Per i lavoratori dell’edilizia (1,2 milioni) quella di oggi potrebbe essere una giornata risolutiva per la chiusura del rinnovo contrattuale. Un condizionale reso obbligatorio dal fatto che per tutta la giornata di ieri le parti, sindacati e Ance, hanno trattato senza far trapelare nulla se non l’auspicio di una imminente chiusura. Secondo una nota della FilleaCgil è già stato raggiunto infatti un accordo parziale su molti temi della piattaforma presentata dai sindacati. Compreso uno dei punti più articolati e complessi della trattativa, quale la definizione degli aumenti salariali. Non ci sarebbero «particolari difficoltà sulla richiesta», avanzata dai sindacati, «di aumenti pari a 90 euro». Mentre restano ancora distanti le posizioni sull’orario di lavoro. La definizione di un’intesa di massima sugli aumenti, fino a qualche giorno fa uno degli ostacoli più importanti alla chiusura del contratto, potrebbe dunque rappresentare una svolta decisiva.

      Commercio. Si complica invece, anzi si trasforma in un nuovo muro contro muro tra sindacati e Confcommercio, il rinnovo contrattuale del commercio.
      Sono interessati al rinnovo contrattuale circa un milione e mezzo di lavoratori. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti indetto ieri uno sciopero della categoria per il 19 giugno. Una spaccatura su più punti del confronto quella che infatti si è consumata ieri e che ha messo in evidenza posizioni molto distanti su diversi contenuti, a partire dagli aumenti.
      «Il prodotto offerto dalla Confcommercio è indigeribile», ha detto il segretario generale della Filcams-Cgil, Ivano Corraini. In particolare — ha spiegato Corraini — le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil respingono l’offerta economica di 100 euro a regime «spalmata su quattro anni. La nostra richiesta, invece, — ha ricordato — è di 107 euro per il rinnovo del biennio economico 2003-2004».
      Divergenze tra le parti anche per quanto riguarda gli istituti del part-time e dell’apprendistato. «La controparte — ha aggiunto il sindacalista — pretende una applicazione tout court della legge 30 che riforma il mercato del lavoro vanificando i risultati già ottenuti in precedenza». E che la frattura tra le parti sia netta è confermata anche da Brunetto Boco, segretario della Uiltucs che dice: «Stando alla proposta della Concommercio il contratto nazionale finirebbe per annullare una serie di norme già inserite nel contratto aziendale».
      Nonostate le premesse negative il sindacato però si dice disponibile a proseguire il confronto, «tanto che — dice Boco — per il 25 è prevista un nuovo incontro. Anche se noi proseguiremo con l’organizzazione della manifestazione nazionale».

      Banche. Intanto i sindacati dei bancari chiedono un’accelerazione della trattativa sul rinnovo del contratto del credito. Domani è in programma a Milano l’incontro con l’Abi. «Se non si farà un calendario per un confronto in tempi stretti — avverte Giuseppe Gallo della Fiba-Cisl — la categoria entrerà in una fase di conflitto». Il rinnovo riguarda oltre 300mila dipendenti delle aziende del credito e della finanza senza contratto da oltre 4 mesi, con la parte normativa scaduta a fine 2001.

      Calzaturieri. È stato infine siglato sempre ieri il contratto dell’industria calzaturiera (100mila addetti). L’intesa prevede un aumento di 85 euro a regime e la maternità pagata fino al 100 per cento.