Multinazionali, quale trasparenza?

20/01/2016


La Filcams avvia l’osservatorio per verificare la condotta delle grandi aziende internazionali e multinazionali.

Il rapporto Oxfam rivela che 62 supermiliardari possiedono quanto la metà più povera della popolazione globale, in cifre sono più ricchi di 3 miliardi e 600 milioni di persone. Si tratta di supermanager, per lo più maschi (solo 9 di essi sono donne), ai vertici di grandi multinazionali. Una fotografia che ci consegna un quadro di forte disuguaglianza, in un contesto economico in cui i costi della crisi si scaricano sempre sugli anelli più deboli della catena di produzione e distribuzione. Una forbice tra ricchi e poveri che negli ultimi anni si è ampliata a ritmi incalzanti, anche a causa dei pratiche di evasione ed elusione fiscale cui un numero sempre maggiore di multinazionali si esercitano.

Proprio per misurare la trasparenza delle multinazionali, la Filcams-CGIL  ha lanciato un  nuovo progetto europeo, presentato a Roma il 18 e 19 gennaio scorso.

Si tratta di un progetto finalizzato alla creazione di strumenti che consentano ai lavoratori ed ai loro rappresentanti di esercitare un controllo effettivo sull’operato delle loro multinazionali, nell’ottica che la trasparenza sia la conditio sine qua non per  accedere ad un flusso di informazioni utili alla contrattazione ed alla partecipazione.

Il progetto creerà un Osservatorio, unico nel suo genere, per classificare le multinazionali in funzione dei loro livelli di trasparenza finanziaria e politica, rispetto delle diversità e della dignità umana, accessibilità, – attenzione a persone con disabilità ed esigenze speciali e accesso alle informazioni e ai tavoli di confronto.

Un sistema che vuole portare a smascherare le multinazionali che occultano dietro una rettitudine di facciata, fatta di codici di condotta e politiche di responsabilità sociale (spesso disattese), condotte a dir poco virtuose nei confronti dei propri lavoratori, delle comunità locali e dei territori in cui conducono attività economiche.

L’osservatorio consentirà altresì di riconoscere la qualità di quelle multinazionali che praticano, oltre che enunciare, azioni e strumenti concreti per migliorare le condizioni di lavoro, nonché la sostenibilità sociale ed ambientale delle loro filiere di produzione e distribuzione dei beni.

Il progetto si avvale della cooperazione delle Federazioni sindacali europee EFFAT e UNI-Europa, di Federazioni sindacali di Francia, Italia, Bulgaria; di tre Istituti di ricerca (italiano, ungherese e bulgaro); di diversi Comitati Aziendali Europei; di OPENPOLIS (associazione no-profit per la trasparenza), nonché di vari esperti sui temi dell’ambiente (WWF RP); accessibilità per tutti (TATA); diversità (avv. La Tegola); questioni sindacali e aspetti giuridici (avv. Verrecchia).