Multe salate a chi non rispetta il calendario delle chiusure

04/05/2011

Livorno – «A LIVORNO non c`è stata polemica sull`apertura dei negozi il primo maggio. A fine dicembre dello scorso anno era stato concordato un calendario e i commercianti lo hanno rispettato. Quasi tutti…». Il riferimento di Massimo Marini, della Confesercenti, è al caso del negozio Stefan, rimasto aperto nonostante le indicazioni sancite dall`accordo con l`amministrazione comunale. «Quando ci sono casi come questo – continua Marini – deve intervenire la sanzione, altrimenti si creano dei precedenti pericolosi». E quando si lascia passare una volta che un`attività commerciale può fare tutto quello che vuole, in barba agli accordi firmati dalle amministrazioni e dalle associazioni di categoria, è difficile poi tornare indietro. «Servono le sanzioni – dicono alla Confesercenti – e pesanti. Mille euro di multa non sono sufficienti a scongiurare il ripetersi di questi episodi. Soprattutto quando a farli sono grandi negozi». Per un piccolo commerciante mille euro fanno la differenza, non per un grande magazzino. «Servono sanzioni più elevate dice Marini – e applicate con certezza». Si lascia intendere che qualcuno voglia chiudere un occhio di frontema il rischio è che, una volta arrivbati a tre segnalazioni, il negozio è costretto a chiudere. ERANO STATI il sindacato Filcams Cgil e Nidil Cgil a denunciare l`apertura di Stefan sul viale Carducci, il giorno della festa dei lavoratori. Tanto che gli "attivisti del primo maggio" si sono presentati alle 10 davanti all`ingresso del negozio con tanto di striscioni e megafoni al grido di "Il primo maggio non si tocca". «Il l ° maggio è la festa di tutti i lavoratori, una festa di libertà. Alcuni lavoratori non hanno però potuto scegliere di festeggiare. Infatti nonostante l`ordinanza del sindaco prevedesse la chiusura delle attività commerciali il 1 ° maggio, Stefan ha deciso di restare aperto» hanno commentato Pieralba Fraddanni per Filcams Cgil e Barbara Celati per Nidil Cgil. Decisamente favorevole all`apertura libera dei negozi, il coordinamento comunale del Pdl: «Siamo dalla parte di tutti quei commercianti che vorrebbero avere la facoltà di decidere e non l`obbligo di non decidere perchè 1` apertura attirerebbe turisti creando ricchezza per tutta la città. Fortunatamente in Toscana una crepa nel muro di Berlino dell`ideologia si è aperta con Matteo Renzi. Per Livorno si prospetta invece solo un triste declino».