Mossa a sorpresa per evitare un´altra bocciatura internazionale

05/03/2004


VENERDÌ 5 MARZO 2004

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
ILRETROSCENA
Martedì all´Ecofin il governo vuole presentarsi "sfoggiando" l´accelerazione della riforma

La mossa a sorpresa per evitare un´altra bocciatura internazionale
          Ma la Lega si mette di traverso: vuol dare la precedenza alle riforme costituzionali
          ROBERTO PETRINI


          ROMA – La tensione è in aumento da lunedì scorso, 1? marzo: da quando l´Istat ha diffuso l´incerto quadro dei conti dell´Azienda-Italia; il Tesoro ha scovato 22 miliardi di euro in più nel debito pubblico del 2003 e si è saputo che il fabbisogno del primo bimestre di quest´anno è due volte quello dell´anno precedente. Proprio in quelle ore l´Italia ha consegnato a Bruxelles il documento che contiene l´aggiornamento, alla luce dei nuovi dati, della situazione dei conti pubblici richiesto dal «Patto di stabilità». Lunedì il commissario agli Affari monetari della Commissione, Pedro Solbes, ha preferito non commentare; ma il suo portavoce ha promesso che il 15 marzo, quando il quadro dei programmi europei sarà completo, Bruxelles non si sottrarrà e darà il suo giudizio.
          Nelle stesse ore le società di rating internazionale, da New York, facevano sapere che la situazione dell´Italia restava sotto osservazione. In particolare Standard & Poor´s, in un rapporto datato sempre 1? marzo, minacciava di ridurre la valutazione sul debito italiano senza un «intervento strutturale sul bilancio» e denunciava «mancanza di chiarezza sulle strategie di riforma del governo».
          Da tempo i conti dell´Italia suscitano discussioni e critiche, ma stavolta le due circostanze accennate hanno preoccupato più del solito il ministero dell´Economia e lo hanno spinto a pretendere una accelerazione della riforma delle pensioni, varata ormai nel lontano autunno del 2001, nel tentativo di porre un argine alle inevitabili critiche di Bruxelles e alle minacce di S&P.
          Una strategia passata non senza qualche imbarazzo. Il ministro del Welfare, Maroni, ha riconosciuto che la mossa è stata decisa perché la «comunità internazionale ci chiede di fare un passo in avanti», ma ha negato i «timori di un down-grading» da parte delle società di rating internazionali. Più esplicito, invece, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha indicato come cause della fretta «gli impegni Ue» e una «evidente attenzione alle agenzie di rating».
          Non c´è da sorprendersi: l´Italia negli ultimi tempi ha preso più di un impegno formale in sede internazionale sul fronte-pensioni. Tremonti, nel settembre scorso, al G7 di Dubai, inserì la riforma previdenziale nell´agenda di lavoro, commissionata ai partecipanti e finalizzata alla crescita. Il 10 febbraio scorso lo stesso ministro dell´Economia, a Bruxelles, ribadì le intenzioni dell´Italia con un secco «manterremo gli impegni».
          Oggi, anche il confronto internazionale con Francia e Germania, cui spesso ricorrono il governo e la maggioranza, ci vede nelle posizioni di rincalzo: la Francia ha varato la sua riforma lo scorso anno vantando un doloroso taglio pari all´1,7 per cento del Pil; la Germania ha risolto i suoi problemi dall´estate all´autunno del 2003. Proprio le riforme adottate in Europa potrebbero infatti chiudere la fase in cui l´Italia ha goduto dell´interesse di Parigi e Berlino a mantenere larghe le maglie delle regole europee. Così nel tentativo di evitare brutte sorprese (un ulteriore invito all´Italia è giunto ieri dalla riunione dei ministri del lavoro europei) si è reso inderogabile l´obiettivo di presentarsi al prossimo Ecofin, previsto proprio per martedì prossimo, con il Parlamento visibilmente al lavoro sulla spinosa riforma. Ma non è detto che l´inizio dell´esame in aula porti ad un rapido varo: la Lega ha infatti condizionato il via libera definitivo all´approvazione delle riforme costituzionali e quello di martedì rischia di essere solo uno show.