Montezemolo: «Va pagato meglio chi produce di più»

20/11/2007
    martedì 20 novembre 2007

      Pagina 9 – Primo Piano

      Montezemolo: “Va pagato
      meglio chi produce di più”

        «Fa danni molto gravi
        chi vuol contrapporre
        l’interesse dell’impresa
        a quello dei lavoratori»

          VANNI CORNERO

          «Vogliamo poter pagare di più chi lavora di più. Oggi gli interessi delle imprese sono gli stessi dei lavoratori» così Luca Montezemolo, presidente di Confindustria e della Fiat, lancia il suo affondo contro la conflittualità a ciclo continuo e i «riti» di sindacato e politica. «Chi cerca di mettere in contrapposizione l’interesse dei lavoratori e quello degli imprenditori – avverte Montezemolo – commette un grave errore e danneggia il Paese». Un’Italia che il leader di Viale dell’Astronomia, a margine di un convegno organizzato a Napoli da Confindustria Campania, ha descritto stanca di decisioni rimandate: «Il Paese che produce e lavora, il Paese che rema non ne può più di discussioni interminabili, vecchi riti, divisioni incomprensibili». Discorso che vale anche per i contratti. «I primi ad essere stanchi di contratti artificiosi sono proprio i nostri collaboratori – insiste Montezemolo – l’interesse dei lavoratori e quello degli imprenditori è di avere retribuzioni più alte a fronte di maggiore produttività. Premiare chi merita è un fondamentale principio di giustizia e quindi Confindustria vuole poter pagare di più chi lavora di più».

          Insomma, c’è bisogno di cambiamenti, di riforme: «L’Italia è ferma da 12 anni – dice il presidente degli industriali – non è governata nelle scelte di fondo. Dopo essere entrati nell’Euro non abbiamo avuto più sfide vere. Abbiamo avuto riforme importanti, come quelle di Treu e Biagi, che non sono però riforme del Paese. Oggi abbiamo bisogno di un grande coraggio riformista, che non è di destra o di sinistra, se no si rischia che chiunque ci sia alla guida di questa macchina, non ce la fa a vincere il mondiale». Se il nostro Paese è quello con la minor crescita in Europa il motivo messo a fuoco da Montezemolo è che per crescere serve uno Stato più snello. «Non voglio entrare in questioni politiche o partitiche, Confindustria è fuori dai partiti – precisa – ma c’è un’emergenza che riguarda la riforma dello Stato, come noi chiediamo da tempo, compresa la riforma elettorale».

          «Qui il tema è quello della governabilità – mette in chiaro Luca Montezemolo – e credo sia importante che negli ultimi giorni le persone più responsabili di entrambi gli schieramenti hanno dimostrato di voler dialogare su questo». Poi un augurio: «Speriamo che dal dibattito innescato si passi alle decisioni concrete – dice il Numero Uno di Confindustria – le divisioni ideologiche sono incomprensibili quando si parla di decisioni per il Paese e segnerebbero la sconfitta della sua classe dirigente». Riforma dello Stato, dunque, messa in testa alla lista delle priorità e delle emergenze. E non solo bisogna farla, ribadisce il presidente della Fiat, ma è fondamentale che sia fatta in fretta, «perchè i tempi del mondo non seguono i rituali della politica italiana».

          Riguardo al Sud c’è poi un interrogativo preoccupante sui fondi europei: 100 miliardi di euro tra il 2007 e il 2013, che si aggiungono ai 50 miliardi già destinati al Mezzogiorno tra il 2000 e il 2006. «C’è da chiedersi – dice Montezemolo – come sia possibile che dopo tale flusso di risorse le regioni meridionali riescano ad attrarre meno investimenti diretti esteri della sola Umbria».