Montezemolo riscopre le cooperative

13/02/2006
    sabato 11 febbraio 2006

    Pagina 15 – Economia & lavoro

      Montezemolo riscopre l’importanza delle cooperative

        A convegno a Siena, il terzo settore (oltre mezzo milione di addetti) chiede pi� risorse e una legislazione adeguata

          di Augusto Mattioli/ Siena

            L’occasione era ghiotta: faccia a faccia (anche se Montezemolo era in video) Confindustria e cooperative. Dopo le polemiche dell’estate sono arrivati messaggi di rappacificazione anche se qualche ruggine � rimasta. Montezemolo infatti ha sostenuto �proprio qui a Siena la piena e grande legittimit� del movimento cooperativo che da sempre ha un ruolo fondamentale nell’economia del nostro Paese. Senza l’impresa cooperativa non ci sarebbe la grande distribuzione e il settore alimentare avrebbe un ruolo molto pi� marginale�. Campaini presidente di Unicoop Firenze e di Finsoe (la finanziaria che controlla Unipol) ha risposto ringraziando anche se ha rifiutato ghettizzazioni nella distribuzione e nell’alimentare rivendicando alle coop un ruolo pieno nella scena economica. Insomma pace quasi fatta davanti alla platea del terzo settore che ha messo in mostra l’ambizione (questo il titolo del convegno) a �diventare primo�.

              Ma per fare questo c’� bisogno di una legislazione pi� adeguata e maggiori risorse. Nella due giorni senese (organizzata dalla Provincia), sono arrivate richieste precise da un mondo che ha la sensazione di non essere pienamente considerato come una risorsa vera per il nostro paese. Concetti chiaramente espressi da Ilaria Borletti presidente del summit della solidariet�: �Non ci sono leggi che favoriscano lo sviluppo del no profit. Mancano le agevolazioni. Le istituzioni devono capire l’importanza del terzo settore �. E rafforzati da Giuseppe Patriarca portavoce del Forum permanente del terzo settore: �Perch� il terzo possa davvero essere il primo, al centro delle politiche nazionali devono esserci i temi del welfare e solidariet�. Ma occorrono risorse adeguate per gli investimenti sociali e anche sostegni fiscali�. Considerazioni e richieste , � parso di capire, che sono sembrate rivolte a chi si candida a governare pi� che all’attuale maggioranza. Le cui politiche sociali, e in vari interventi della due giorni lo si � avvertito, sono ritenute del tutto insufficienti.

                Eppure il terzo settore nel nostro paese non � affatto marginale. Secondo rilevazioni recenti vi opera oltre mezzo milione di addetti, tre milioni e trecentomila volontari, oltre 235 mila soggetti attivi. Un valore riconosciuto senza alcuna riserva dai partecipanti alla tavola rotonda che ha concluso i due giorni di lavoro. Alla quale hanno partecipato oltre al presidente della provincia Fabio Ceccherini, Maurizio Beretta direttore di Confindustria, Turiddo Campaini, presidente di Unicop Firenze, Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. E ancora i sindaci di Siena, Maurizio Cenni, e di Firenze, Leonardo Domenici, Claudio Martini, presidente della regione toscana, Pierluigi Fabrizi, presidente della Banca Montepaschi, Giuseppe Mussari, presidente della fondazione Mps, Paolo Baretta, della segreteria Cisl, Guglielmo Epifani, leader Cgil, Sergio Marelli dell’associazione Ong italiane e Vilma Mazzocco presidente confcooperative.

                  Non � mancato nel dibattito finale anche qualche interessante spunto politico. Come le sottolineature degli amministratori locali sui tagli ai bilanci che mettono a rischio le politiche sociali dei comuni. O come le considerazioni di Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri che ha ricevuto convinti applausi quando ha sostenuto che �il terzo settore non pu� fare supplenze per lo Stato che non pu� dismettere la risposta ai bisogni essenziali delle persone�.

                    Come le critiche di Gugliemo Epifani al governo proprio sui temi della sussidiaret� . �Le scelte del governo in questi anni in realt� sono andate in senso opposto. Sono stati fatti tagli indiscriminati senza ottenere risparmi. E scelte sbagliate, insufficienti e controproducenti�.