Montezemolo: «La manovra bis è necessaria»

24/06/2004
      GIOVEDÌ 24 GIUGNO 2004

       
       
      Pagina 8 – Economia
       
       
      «La manovra bis è necessaria»
      Montezemolo: meno incentivi ma anche meno Irap

      "Siamo disposti ad accettare il taglio di un euro ai trasferimenti in cambio di un euro di nuovi sgravi fiscali"
      Il rapporto di Confindustria pessimista sul deficit, già oltre il 3 per cento, e sulla crescita, "bassa e stentata"
      Per gli industriali la "priorità delle priorità" è una ripresa di export e investimenti
      "Più che di stimoli alla domanda, servono sostegni per recuperare competitività"


      ROBERTO MANIA

      ROMA – «Un euro in meno di incentivi a fronte di un euro in meno di Irap». Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, lancia la sfida delle imprese al governo: pronte ad una riforma del meccanismo dei sostegni e dei trasferimenti in cambio di una riduzione «significativa» delle tasse che pesano sui bilanci. Montezemolo ha chiuso così, ieri all´Auditorium della Tecnica, la presentazione del tradizionale Rapporto estivo del Centro studi di Confindustria di previsioni macroeconomiche. La ripresa è in atto – secondo Viale dell´Astronomia – ma i nostri conti pubblici non sono in ordine. Dunque, serve una manovra correttiva per non sforare il tetto del 3 per cento di deficit e per poter cogliere tutte le opportunità del nuovo ciclo economico. Confindustria poi sollecita una rapida approvazione della riforma delle pensioni e una «grande moderazione» nei prossimi rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Ad illustrare le conclusioni del Rapporto sono stati il vicepresidente della Confindustria Andrea Pininfarina e il direttore del Centro studi, Paolo Garonna.
      Quella in corso è una ripresa anomala, almeno per il nostro paese. Una ripresa che – ha detto Pininfarina – «non prelude al decollo dello sviluppo, ma piuttosto dà luogo ad un volar basso e stentato dell´attività produttiva». Con il rischio di «atterraggi bruschi», tanto più che il 2003 è stato un anno di vera recessione per l´industria. Il nuovo ciclo economico è però l´occasione – ha aggiunto – «per affermare un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla qualità dei prodotti».
      Quest´anno il Pil, cioè la ricchezza prodotta dal Paese, crescerà secondo il Centro studi dell´1,3 per cento (più dell´1,2 per cento previsto dal governo) per attestarsi nel biennio successivo intorno al 2-2,1 per cento.
      In questa fase, per quanto ancora incerta, non si possono evitare gli interventi necessari per arrestare il deficit al 3 per cento (che altrimenti raggiungerebbe il 3,5 per cento) e per impedire che nel 2005 arrivi addirittura al 4,1 per cento a causa del venire meno delle misure "una tantum". Una chiave di lettura condivisa dall´opposizione. «Si conferma – ha detto il responsabile economico dei Ds, Pier Lugi Bersani – che dal buco finto siamo arrivati al buco vero». E – secondo Enrico Letta della Margherita – «non c´è più fieno in cascina, nonostante dopo 40 mesi nei quali il Paese è rimasto dentro il tunnel, si cominci a vedere un po´ di luce». Lo stesso responsabile del programma di Forza Italia, l´economista Renato Brunetta, si è detto preoccupato per la progressiva riduzione dell´avanzo primario, l´indicatore più significativo dello stato di salute delle finanze pubbliche.
      La vera partita per la ripresa si giocherà sul Dpef. Il primo incontro, due giorni fa, tra Montezemolo e Berlusconi non è andato bene. Ieri lo stesso Montezemolo è ritornato a chiedere una riduzione delle tasse per le imprese, agganciata a quella che ha definito la «priorità delle priorità: una forte ripresa dell´export e degli investimenti in ricerca, innovazione ed infrastrutture». Più che di stimoli alla domanda, l´Italia ha bisogno di sostegni all´offerta per recuperare il gap di competitività. Sulla riduzione dell´Irap, Montezemolo ha trovato al suo fianco il ministro dell´Agricoltura, Gianni Alemanno: «La scelta strategica di privilegiare l´Irap all´Irpef è legata alla necessità di rafforzare la competitività del sistema produttivo e di ridurre il costo del lavoro». Critico, invece, sui tagli all´Irap il diessino Bersani.
      Ieri, infine, è stata ufficializzata la designazione di Maurizio Beretta, attuale responsabile dei rapporti istituzionali della Fiat, alla carica di direttore generale della Confindustria. La nomina avverrà il 7 luglio. Il suo vice sarà Antonio Colombo, proveniente dall´Unione industriale di Varese. «Un eccesso di Fiat in Confindustria», ha commentato il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.