Montezemolo incalza Berlusconi

27/05/2004


GIOVEDÌ 27 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
Quasi un plebiscito ieri dall´assemblea privata di Confindustria che lo ha eletto presidente. Oggi le assise pubbliche e la replica del premier
Montezemolo incalza Berlusconi
"Dica le cose da fare, non ciò che ha fatto". Vertice in serata

SALVATORE TROPEA


    ROMA – Nessuna concessione alla politica personalizzata, nessun richiamo a questo o quel ministro, diplomatica distanza dalle polemiche preelettorali, ma tutto ciò non ha impedito a Luca Cordero di Montezemolo di rivolgere ieri un preciso appello al premier: «Vorrei che Berlusconi dicesse le cose che intende fare e non solo quelle fatte». E ancora: il Colle più alto come punto di riferimento e massima espressione di quelle istituzioni con le quali il mondo imprenditoriale intende dialogare nel rispetto dei ruoli e dandosi come obiettivo il rilancio dell´economia italiana e il riposizionamento che le compete nello scenario internazionale. Nel discorso di esordio davanti all´assemblea, questa mattina, Montezemolo, non si discosterà da questo percorso seguito con coerenza anche ieri nell´assemblea interna che lo ha eletto 26mo presidente della Confindustria quasi plebiscitariamente con 1982 voti su 2012 votanti. In serata, il neopresidente assieme a Marco Tronchetti Provera ha avuto un colloquio col premier a Palazzo Grazioli e gli ha rinnovato l´invito a rispondere sulle priorità che lui elencherà oggi.
    Che questo sia un segnale della svolta da parte del potere di Viale dell´Astronomia è ancora presto per dirlo. E´ certo che costituisce una novità importante, una sorta di filo conduttore che tiene assieme il programma del nuovo presidente e che, già ieri, ha trovato vasti consensi in una Confindustria che avverte la necessità di cambiare registro. Questo intende dire Montezemolo quando, come farà ancora una volta oggi, riproporrà l´esigenza di fare squadra, recuperando lo spirito dei momenti epici dell´imprenditoria nel tentativo di bloccare il declino del sistema Italia. Il tutto in un clima di maggiore rispetto verso le istituzioni senza il quale sarà assai difficile mettere in conto un riscatto e una ripresa.
    In un discorso da lui pronunciato quando ancora non era ufficialmente in corsa per la presidenza di Confindustria, Montezemolo aveva sottolineato con una punta di preoccupata amarezza l´assenza o, nella migliore delle ipotesi, l´inadeguatezza della classe dirigente con riferimento alla quale ora propone una convinta quanto necessaria azione di svecchiamento. Su questa strada dovranno, a suo dire, muoversi anche le imprese le quali dovranno trovare la voglia e il coraggio di investire su uomini e prodotti. Dialogo con i sindacati e col governo senza preclusioni o fraintendimenti vecchia maniera.
    Nel passaggio delle consegne questa ventata di nuovo è stata accolta positivamente dai rappresentanti dell´industria italiana. Il fatto che il presidente uscente Antonio D´Amato si sia soffermato su una pretesa continuità può essere registrato come un rituale scontato al pari dei saluti di cortesia. In realtà nel salone di Viale dell´Astronomia i 4 mila invitati e gli ottocento giornalisti accreditati questa mattina non faticheranno a cogliere i segni della discontinuità rispetto alla passata gestione. Un cambiamento che già si avverte nella squadra che Montezemolo ha ieri presentato e di cui fanno parte, suoi vice, imprenditori come Marco Tronchetti Provera, Andrea Pininfarina, Emma Marcegaglia, Gian Marco Moratti, Pasquale Pistorio, Alberto Bombassei, Gianfelice Rocca, Ettore Artioli , Marino Vago, Alessandro Salmoiraghi, Anna Maria Artoni, più tre responsabili di comitato, Edoardo Garrone, Francesco Bellotti e Giandomenico Auricchio.
    Inutile sottolineare l´attesa per quello che si annuncia come il primo confronto tra Confindustria e governo. Lo si capirà oggi dopo i discorsi del premier e quello del ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano.