Montezemolo: governo ostile

26/03/2007
    domenica 25 marzo 2007

      Pagina 11 – Politica

      Montezemolo: governo ostile

        VANNI CORNERO
        TAORMINA

        «In alcuni settori del governo c’è poca attenzione ai problemi delle imprese, se non addirittura quasi una certa ostilità». Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria, Luca Montezemolo, dando voce al malumore delle imprese per l’operato dell’esecutivo in fatto di economia, «tantopiù – aggiunge – che non c’è stata alcuna cultura di mercato». Una situazione in cui il leader degli industriali, intervenuto al forum della Confagricoltura a Taormina, vede «il rischio di un distacco tra il Paese reale e la politica». Una politica della quale Montezemolo non intende diventare protagonista, ma a cui chiede, incalzandola: «Bisogna pensare innanzitutto a migliorare i conti pubblici. Più si abbassa il deficit, più le tasse potranno essere destinate ad offrire servizi ai cittadini e alle imprese, dato che non si dovranno bruciare energie per un continuo risanamento». Insomma, l’attuale ripresa non si basa sulla promessa riduzione del cuneo fiscale e a risolvere i problemi dell’economia sarà il mercato. Ma alla politica spetta il compito di avviare al più presto una riforma istituzionale condivisa, tagliare le spese improduttive e tenere sotto controllo i conti pubblici, che devono essere la bussola «in tutte le decisioni contrattuali o previdenziali che il governo dovrà prendere nei prossimi mesi, anche in riferimento all’utilizzo del maggior gettito fiscale».

        Questo vale anche per la riforma del sistema delle pensioni, che è «un particolare importante di un problema generale, perché se si guarda al peso della spesa in termini di previdenza e sanità l’Italia rischia in futuro di avere costi ancora più alti, visto l’invecchiamento della popolazione». Ma sulle riforme è necessario che «maggioranza e opposizione si mettano d’accordo. Il mondo non aspetta più i rituali di un Paese troppo vecchio, troppo complicato, dai troppi veti e dai troppi partiti del no».

        Pronte le repliche sindacali al fuoco di fila del presidente di Confindustria: «La richiesta di Montezemolo di usare l’extragettito fiscale esclusivamente per migliorare i conti pubblici non è condivisibile – risponde il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani -, il risanamento del deficit sta procedendo velocemente, per questo ora è necessario sostenere la domanda interna: dunque salari, pensioni e investimenti».