Montezemolo: evasione scandalo anche nostro

12/06/2007
    martedì 12 giugno 2007

    Pagina 34 – Economia

      Il presidente di Confindustria all´assemblea di Assolombarda. Bersani: faccia l´elenco degli aiuti per lo scambio

        Solo lo 0,8% dichiara 100mila euro
        Montezemolo: scandalo anche nostro

          "Meno incentivi e più tagli Ires". Cuneo fiscale, decade il decreto

            GIORGIO LONARDI

              MILANO – «Siamo pronti a rinunciare a circa 6 miliardi di euro di incentivi concessi alle imprese in cambio di una riduzione di 5 punti e mezzo dell´Ires». A lanciare ieri dal Conservatorio di Milano il ballon d´essais al governo é stato Luca di Montezemolo durante l´assemblea di Assolombarda. «Mi faccia l´elenco esatto degli incentivi» ha risposto da Brescia il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, «e io sono pronto anche domani mattina». Prove tecniche d´intesa? È presto per dirlo. Però va segnalato il tono singolarmente autocritico di Montezemolo sull´evasione fiscale: «È uno scandalo che ci sia solo uno 0,8% di italiani che dichiari un reddito di più di 100 mila euro», ha spiegato rivolgendosi a una platea composta da 1.200 imprenditori, «Sono cose inaccettabili, è uno scandalo su cui confrontarci e lo dobbiamo dire». Intanto il governo per bocca del sottosegretario Alfiero Grandi ha fatto sapere di voler lasciar decadere il decreto legge che estende il taglio del cuneo fiscale a banche en assicurazioni. Messa a punto la copertura finanziaria queste misure saranno inserite nel decreto legge che accompagnerà il Dpef.

              L´autocritica fiscale di Montezemolo è piaciuta al segretario della Cisl Raffaele Bonanni: «Finalmente anche il presidente della Confindustria ha capito che per procedere alla riduzione delle tasse, bisogna che prima le tasse le paghino tutti». Bonanni quindi ha lanciato ad imprese, autonomi e governo, la proposta di un patto fiscale contro l´evasione. «Fa bene il presidente Montezemolo a denunciare questo scandalo e a porsi il problema di chi paga veramente le tasse nel nostro paese», ha aggiunto Bonanni, «forse lo stesso Montezemolo potrebbe aiutarci a saperne di più, visto che non si capisce chi compra le bellissime Ferrari, le Maserati, e le altre auto di lusso, che si vedono sfrecciare nelle città italiane».

              Quanto alla Legge Biagi il presidente di Confindustria ha chiesto al governo di non cambiarla «per ragioni ideologiche o di bandiera». Poi Montezemolo si è rivolto direttamente al ministro del Lavoro Cesare Damiano presente in sala, affermando come «occorre ricordare come tutte le norme che hanno introdotto flessibilità hanno dato eccellenti risultati in termini di sviluppo e di occupazione. Per questo motivo non è accettabile cambiare uno strumento che funziona». Secca la risposta di Damiano: «Io non seguo l´ideologia, cerco di fare cose pratiche. Non vorrei che l´ideologia fosse seguita dagli imprenditori». Poi il ministro ha puntualizzato di non aver mai proposto «né di cancellare né di abolire la legge Biagi ma solo di cambiare le cose che a mio avviso non funzionano o sono inutili».

              Chiudendo a braccio i lavori dell´assemblea Montezemolo ha sottoscritto una per una le critiche espresse in precedenza dal presidente di Assolombarda Diana Bracco che aveva parlato di immobilismo decisionale del paese e di urgenza di sciogliere i nodi delle pensioni, del caro energia, della Tav e del federalismo fiscale.