Montezemolo: è già partita la campagna elettorale

16/04/2007
    sabato 14 aprile 2007

    Pagina 7 – Economia

      LA POLEMICA

      Il presidente di Confindustria commenta le indicazioni di Romano Prodi sulla destinazione del tesoretto fiscale

      "È già partita la campagna elettorale"

        Montezemolo: bisogna capire se le risorse esistono davvero

          ROMA – «Tanto per cambiare siamo già entrati nell´ennesima campagna elettorale. Ce ne accorgiamo ogni ora». Luca di Montezemolo, presidente della Confindustria, parla all´assemblea della Federalimentare alla Nuova Fiera di Roma. Mantiene i toni soft il leader degli industriali perché non vuole aprire un altro fronte di tensione con il governo. Lo scontro pasquale su Telecom, e sul quel «capitalismo che fa morir dal ridere» il presidente del Consiglio, si è temporaneamente appianato dopo che Montezemolo stesso aveva replicato definendolo un «dibattito arcaico». Eppure quel riferimento temporale («ogni ora») nel suo intervento davanti agli imprenditori dell´alimentare, è voluto ed è chiaramente rivolto alla lettera del premier al Corriere della sera. Il "tesoretto", dunque, e la prossima campagna elettorale per le amministrative. Un film visto troppe volte, secondo gli industriali. Con conclusioni non sempre esemplari, e il rischio di sprecare l´ennesima occasione.

          «Il tesoretto – attacca Montezemolo – è diventato uno slogan di tutti i giorni. Ma intanto bisognerebbe capire se esiste davvero». Sì perché a Viale dell´Astronomia sono molto scettici sulla sua consistenza. Dicono che sia la stessa Trimestrale di cassa a negarlo visto che c´è scritto che il rapporto debito/Pil è nuovamente cresciuto dello 0,6 per cento. Ecco perché Montezemolo sostiene che sarebbe «importante» che ci fosse e con dimensioni «significative». E poi che «non lo si spenda, ma lo si utilizzi bene». È la premessa per sviluppare il suo ragionamento e per prospettare una strategia diversa da quella prodiana, orientata alla crescita dell´economia, sempre «non solo quando si è in campagna elettorale», precisa.

          Il presidente della Confindustria condivide gli obiettivi indicati dal premier (famiglie e imprese), anche se non necessariamente in questo ordine, ma propone un altro percorso. «Prima – dice – bisogna rimettere a posto i conti dello Stato». Che vuol dire ridurre l´enorme fardello del debito pubblico che ci obbliga, come sistema, a competere sullo scenario mondiale con una zavorra in più, tra le altre. È solo in questo modo – secondo Montezemolo – che si possono ricavare le risorse necessarie «per abbassare le tasse alle imprese, a chi lavora nelle imprese e alle famiglie». Una linea rigorista che anche la Banca d´Italia aveva suggerito nei giorni scorsi.

          C´è però un punto di quella lettera («veramente, io non l´ho ancora ricevuta…», scherza) che il presidente della Confindustria condivide appieno. Riguarda l´impegno a ridurre i costi della politica. «Ne prendo atto con soddisfazione», dice ricordando che da tempo gli industriali ne denunciano l´enormità. «Si tratta – insiste – dell´altro grande tema della spesa pubblica, dove, cioè, vanno a finire le tasse dei cittadini che pagano onestamente, a cominciare dalle famiglie». «Ci sono – continua – troppi stipendi in troppe direzioni non produttive e mi fa piacere che il presidente Prodi ne prenda atto. Siamo ai primi livelli in Europa come consumi della politica. Ora mi aspetto che vengano prese le conseguenti iniziative. Per avere, così, le risorse da destinare ai servizi ai cittadini e per le infrastrutture».

          Si ferma qui, il presidente della Confindustria. Preferisce non rispondere alle domande dei cronisti sulla crescente forbice tra le retribuzioni più basse e quella dei dirigenti.

          (r.ma.)