Montezemolo: «Contratti, nessun rinvio»

09/11/2007
    venerdì 9 novembre 2007

      Pagina 27 – Economia

        VERTICE IMPRESE-SINDACATI IL 19 O IL 20 NOVEMBRE

          “Contratti, nessun rinvio”

            Calearo: «Per primi abbiamo segnalato la questione salari
            Ora risolviamola»

              PAOLO BARONI

              ROMA
              Subito l’incontro coi sindacati. Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo interviene al direttivo straordinario di Federmeccanica e rilancia. La riforma degli assetti contrattuali «è urgente», spiega. «Il confronto di merito deve partire subito: sarebbe inspiegabile qualsiasi ulteriore rinvio». Questione di giorni e viale dell’Astronomia diramerà l’invito alle confederazioni. Data indicativa del vertice il 19-20 novembre. «Dobbiamo rendere più moderne le relazioni industriali e questo è responsabilità e prerogativa delle parti sociali» sostiene il presidente di Confindustria in perfetta sintonia col vice Alberto Bombassei, che condivide «al 100%» le parole del presidente.

              Nei giorni scorsi anche Cisl e Uil si sono espresso in maniera netta, solo la Cgil ha detto di preferire la mediazione del governo. Ipotesi che però è già stata respinta sia da Bonanni che Angeletti, e anche Montezemolo ieri ha ribadito che «l’intervento del governo può essere utile in una seconda fase, in particolare su aspetti importanti ad esempio in materia fiscale». Commenta il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo: «Che gli accordi del luglio `93 siano ormai superati e vadano profondamente rivisti è palese a tutti soprattutto a chi come noi vive di concorrenza e di mercati. E mi fa piacere vedere che su questo argomento la parte più moderna del sindacato abbia accolto il nostro appello a sedersi attorno ad un tavolo per discuterne. La proposta della Cgil? E’ solo un modo per non affrontare una discussione seria».

              Cosa vuole Confindustria è chiaro: «Dobbiamo innovare la contrattazione introducendo strumenti più moderni per pagare meglio i lavoratori che contribuiscono ai risultati delle imprese, e vogliamo poter pagare di più chi si impegna di più» ha spiegato ieri Montezemolo agli imprenditori meccanici alle prese, in questi giorni, con un nuovo round di trattative sul contratto di categoria. Poi, per stroncare sul nascere eventuali sospetti, ha messo in chiaro che «il ruolo del contratto nazionale deve continuare a essere centrale» e anzi «andrebbe valorizzato come rete di protezione per quei lavoratori che possono contare solo su quel livello». In parallelo «sappiamo che è sempre più in sede aziendale che si può tenere conto dei risultati e della specificità del mercato». Sul tema dei bassi salari, il presidente di Confindustria ha sottolineato che «se le retribuzioni italiane sono inferiori a quelle francesi, tedesche e inglesi è perché anche la produttività italiana è minore». Le imprese industriali, dati alla mano, hanno fatto la loro parte condividendo coi lavoratori i risultati: nell’industria metalmeccanica tra il 2000 e il 2006 le retribuzioni sono aumentate del 21,6% a fronte di una crescita del costo della vita del 14%.

              «Noi consideriamo fondamentale il ruolo dei nostri collaboratori – ha insistito – e siamo stati i primi a segnalare il problema di salari oggettivamente bassi rispetto al costo che sopportano le aziende». E soprattutto è «abissale» la differenza tra quanto un lavoratore costa alle aziende e quanto percepisce di salario netto per effetto di tasse e contributi troppo alti. Quindi Montezemolo è tornato a parlare dell’anticipo di 30 euro riconosciuto dalla Fiat a tutti i dipendenti. «Non va interpretato nè come un atto ostile nei confronti dei sindacati nè come una rottura del fronte imprenditoriale nel rinnovo del contratto dei metalmeccanici – ha spiegato – È stato un atto di attenzione nei confronti dei lavoratori, coerente con il nostro impegno di rendere più moderne le relazioni industriali».

              Sempre ieri, ma da Bruxelles, Confindustria e altre 16 organizzazioni hanno lanciato l’allarme sulle possibili modifiche alle norme antidumping al vaglio dello Ue. «Il rischio – spiega Andrea Moltrasio, vicepresidente Confindustria con delega per l’Europa – è a che a fronte di modifiche unilaterali si esponga l’industria europea a ulteriori perdite di competitività».