Montezemolo: bene su Irap e costo del lavoro

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

    Pezzotta: il confronto sulle regole non prima di luglio. Frena la Cgil. Alemanno a Calderoli: no alle gabbie salariali
    Montezemolo: bene su Irap e costo del lavoro
    «Il governo può fare cose importanti». Contrattazione, i dubbi del sindacato

      ROMA – Su Irap, cuneo fiscale e «facilitazione di fusioni e concentrazioni tra piccole e medie imprese» il governo è sulla buona strada. Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a pochi giorni dall’assemblea annuale dove aveva richiamato sulla necessità di non rinviare le scelte di politica economica, sottolinea: «Ho apprezzato il programma del nuovo governo e ho apprezzato le ripetute dichiarazioni del presidente del Consiglio, Berlusconi, del ministro Siniscalco e anche le parole del ministro delle Attività Produttive alla nostra assemblea su questi tre punti». Come dire: anche a fine legislatura è possibile «fare qualcosa di importante per il Paese». Ma c’è anche un altro fronte aperto, quello del progetto del governo sulla contrattazione, dove gli ostacoli da superare sono molti. Ieri il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, ha confermato che l’esecutivo vuole aprire, «nel mese di giugno», un «grande negoziato» per la riforma dell’accordo del luglio ’93 sulla politica dei redditi e le regole della contrattazione. Il governo ha già inviato alle parti sociali una lettera in tal senso, quella annunciata venerdì notte a Palazzo Chigi, a chiusura della trattativa sul contratto del pubblico impiego. E ieri sia il leader della Cisl, Savino Pezzotta, sia quello della Uil, Luigi Angeletti, hanno confermato di essere favorevoli alla riforma mentre la Cgil non è ancora pronta. Ma il negoziato, secondo Pezzotta, non potrà cominciare prima del congresso della Cisl, che si svolgerà a Roma dal 5 all’8 luglio e che, tra l’altro, discuterà proprio del nuovo modello contrattuale (la Cisl è per mantenere i due livelli, contratto nazionale e integrativo, rafforzando però il secondo).

      Solo dopo il congresso, Cgil, Cisl e Uil potranno eventualmente riprendere il lavoro comune su una proposta unitaria. Sul fronte imprenditoriale anche la Confindustria ha annunciato un suo documento, ma questo, spiegano i collaboratori di Luca di Montezemolo, sarà pronto dopo l’estate. Tutto lascia pensare, quindi, che la trattativa potrà entrare nel vivo solo il prossimo autunno. Questo non significa che la riforma sia impossibile prima delle elezioni politiche perché, come ha ripetuto ieri il presidente della Confindustria, «anche un governo di fine legislatura può fare cose importanti», ma certo la strada è in salita. Anche perché la Cgil farà di tutto per prendere tempo, in vista del suo congresso (primavera 2006) e delle elezioni, sperando nella vittoria del centrosinistra. Non a caso ieri Pezzotta, parlando al congresso della Cisl-poste, ha invitato Epifani a «interessarsi un po’ più del sindacato e meno della politica».

      Comunque anche il governo deve superare alcuni contrasti al suo interno. Al ministro delle Riforme istituzionali, Roberto Calderoli (Lega), che nell’intervista pubblicata ieri dal Corriere ha rilanciato le cosiddette «gabbie salariali», cioè retribuzioni diverse in funzione del diverso costo della vita sul territorio, ha replicato il collega delle Politiche agricole, Gianni Alemanno (An), definendo la proposta «inaccettabile» e discriminatoria per il Sud.

      Enrico Marro