Montezemolo: bene i sindacati sui salari variabili

12/02/2007
    sabato 10 febbraio 2007

    Pagina 11 – Politica e società

    Lavoro e Welfare – prove di dialogo

    Montezemolo:
    bene i sindacati
    sui salari variabili

      Giorgio Pogliotti

      ROMA
      In vista dell’apertura dei tavoli tra Governo e parti sociali – previsti per la seconda decade del mese – Confindustria esprime un giudizio positivo sul documento unitario diCgil, Cisl e Uil: «Ogni volta che c’è disponibilità all’apertura di una trattativa – afferma il presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo – è un fatto positivo».

      Il leader di Via dell’Astronomia entra nel merito del confronto: «Per quanto riguarda i temi generali che si stanno aprendo anche attraverso il documento sindacale ci sono alcune cose che ci vedono d’accordo, ad esempio – aggiunge – il tema del salario variabile su cui da tempo abbiamo espresso il nostro pensiero, e altre che invece ci lasciano molto perplessi e che ci preoccupano». Tra i punti critici, Montezemolo cita «alcuni aspettidell’organizzazione del lavoro per la quale riteniamo fondamentali degli ammortizzatori sociali moderni».

      In tema di pensioni Montezemolo ritiene «assolutamente condivisibile quanto affermato dal Governatore Draghi», che lo scorso 3 febbraio al congresso annuale del Forex aveva sottolineato come per la riforma previdenziale serva uno sforzo di consapevolezza collettiva: simile a quello che alla metà degli anni 80, e successivamente con gli accordi del 1992-93, portò il Paese a infrangere la rigida spirale dei prezzi e dei salari.

      Il tema del rilancio della competitività, che sarà argomento del tavolo sullo sviluppo e la produttività, è stato ieri pomeriggio al centro dell’incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta e il direttore generale di Confindustria, Maurizio Reretta. Viale dell’Astronomia ha chiesto di aprire un tavolo sull’ambiente, con riferimento particolare alla gestione dei rifiuti, dell’acqua e delle bonifiche, sollecitando una sessione specifica anche sull’industria farmaceutica.

      Tornando alle pensioni, il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, ha criticato il ministro dell’Economia: «La questione non si può affrontare con la calcolatrice, come vuole fare Padoa-Scioppa, perché si rischia di dimenticare qualcosa – ha detto -. Se il ministro pensa di fare così, farà senza il sindacato». Fatta questa premessa, per Epifani «la discussione sull’innalzamento dell’età pensionistica non è un tabù, il problema è con quali modalità».

      Sul tema, del resto, il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil concede un’apertura, seppurre con una formulazione piuttosto articolata che fa riferimento alla promozione di «una politica dell’invecchiamento attivo», fondata su incentivi e permanenza volontaria al lavoro anche dopo il raggiungimento del diritto alla pensione.

      Sul tema, tra i sindacati sembra esserci convergenza anche con l’Ugl che per voce del segretario generale, Renata Polverini, fa sapere: «L’aumento dell’età pensionabile potrebbe realizzarsi solo ricorrendo agli incentivi, e quindi in modo volontario, e nell’assoluto rispetto dei diritti acquisiti».

      Aprendo ieri i lavori del Consiglio nazionale dell’Ugl aChianciano, la Polverini ha sottolineato che «bisogna lavorare seriamente per rivalutare le pensioni in essere e per abolire lo scalone, unico impegno chiaro preso dal Governo con i lavoratori nel suo programma elettorale».