Montezemolo attacca le coop

10/01/2006
    martedì 10 gennaio 2006

    Pagina 8 – Economia

      La replica di Stefanini: "Meritano rispetto". Tremonti: "Non seguono la Costituzione"

        Montezemolo attacca le coop
        «Facciano il loro mestiere»

          D´Alema: "Non dovrebbe partecipare all´aggressione a pezzi dell´economia"

            PAOLO GRISERI

              TORINO – No alle scalate bancarie fatte dalle cooperative. Perché se ciò accade «si alterano le regole del mercato». Luca di Montezemolo sente aria di rivincita dopo che nell´estate i suoi appelli «erano stati accolti dall´assordante silenzio della politica». Il presidente di Confindustria sceglie l´inaugurazione dell´anno accademico dell´Università di Torino per esprimere il suo punto di vista: «Le cooperative – afferma – devono fare il loro mestiere. Chi fa supermercati cresca nei supermercati, chi opera in agricoltura in agricoltura, il credito cooperativo nel credito cooperativo. Altrimenti si perdono quei punti chiave della mutualità e del solidarismo che giustificano il vantaggio fiscale di cui godono le cooperative, alterando le regole della competizione rispetto a chi ha un regime fiscale diverso, a cominciare dalle piccole imprese».

              Un attacco esplicito alla scalata Unipol che Montezemolo tempera con l´invito «a mettere da parte steccati e veleni per richiamare le forze sane di questo straordinario paese a unirsi. Mai come oggi si sente il bisogno di persone per bene che facciano bene, che siano pronte in ogni momento a rispondere di quello che fanno». Concetti che il presidente di Confidustria aveva espresso già il 17 agosto scorso a Cortina d´Ampezzo quando aveva chiesto le dimissioni di Fazio e aveva accusato gli immobiliaristi di aver dato vita a «una marmellata tra istituzioni, politica, economia e malaffare in nome di una discutibile difesa dell´italianità». Nell´occasione Montezemolo aveva anche criticato Fassino «che è una persona per bene ma ci ha allarmato con la sua intervista favorevole alla scalata a Bnl». Quei richiami, ha ricordato ieri il presidente di Confidustria, «per quanto fatti con termini crudi e duri, sono stati accolti da un assordante silenzio di gran parte del mondo politico».

                L´invito alle cooperative perché «facciano il loro mestiere» non è piaciuto a Pierluigi Stefanini, successore di Giovanni Consorte alla guida della Unipol: «Da Montezemolo mi aspetterei maggiore rispetto. Gli imprenditori dovrebbero conoscere la nostra organizzazione e ciò che rappresenta in termini di valori, etica e risultati. Mi cascano le braccia». «Montezemolo dovrebbe essere più attento – ha aggiunto il presidente Ds Massimo D´Alema – e non partecipare ad aggressioni a pezzi dell´economia. Non so se abbia interesse a distruggere le cooperative. Chi ha a cuore lo sviluppo del paese non dovrebbe aggredirle». Anche Perluigi Bersani critica il presidente di Confindustria: «Non credo che l´Italia abbia da guadagnare da contrapposizioni di questo genere». Dall´altro versante della politica il ministro dell´economia, Giulio Tremonti attacca invece con durezza: «La Costituzione accorda un sistema fiscale favorevole alle coop perché hanno un regime di mutualità e non di speculazione. La Unipol invece ha fatto due scalate in cinque anni evidenziando una catena industria-assicurazione-banche che non è consentita dalla legge».