Montezemolo: alle urne se non si può governare

12/04/2005
    martedì 12 aprile 2005

      IL LEADER DI CONFINDUSTRIA: ACCELERARE IL TAGLIO DELL’IRAP
      Montezemolo: alle urne se non si può governare
      «Occorre affrontare i problemi reali fuori da ogni tattica politica
      Il Paese non può permettersi mesi e mesi di campagna elettorale
      Attendiamo un segnale forte che rimetta al centro le imprese»

        Roberto Ippolito

          ROMA
          Una richiesta precisa. Perentoria. Ma perfino ovvia, viste le difficoltà dell’economia: governare. Di fronte all’assemblea dell’Associazione legnanese dell’industria, il presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ricorda la necessità di rimboccarsi le maniche. Ma avverte anche che in caso contrario, in mancanza cioè delle condizioni per farlo, è preferibile votare anticipatamente per il rinnovo del Parlamento rispetto alla scadenza della primavera del 2006.

            Osserva Montezemolo: «Occorre affrontare i problemi reali e concreti, fuori dalle tattiche politiche e partitiche». Perciò è evidente cosa serve: «Occorre un governo che governi. Altrimenti, meglio le elezioni».
            Il discorso pronunciato da Montezemolo a Legnano, a pochi chilometri da Milano, esprime le forti preoccupazioni del mondo dell’impresa. E naturalmente è estraneo alle dispute politiche di questi giorni sul futuro del governo di Silvio Berlusconi, del resto non citato, in difficoltà per l’esito delle regionali. E’ Montezemolo stesso a spiegare il senso della sollecitazione a governare o, in difetto, a votare: «Non lo dico per favorire uno o l’altro schieramento, lo dico perchè il nostro interesse primario è che il paese sia governato, con l’economia e le imprese al centro delle scelte. Ci aspettiamo un segnale immediato e forte in questa direzione».

              La Confindustria chiede dunque un impegno concreto per creare un clima economico più favorevole e andare incontro alle esigenze delle famiglie. Già una settimana fa, a Livorno, all’indomani dello scrutinio per le regionali, il presidente della Confindustria aveva avvertito che non si può perdere tempo perchè l’economia non può aspettare. I problemi sono gli stessi che dovevano essere affrontati prima delle regionali.
              E il 19 marzo, prima delle regionali, al convegno svoltosi a Bari, aveva espresso il timore della riapertura, chiuse le urne, di «una nuova campagna elettorale lunga un anno». Il discorso di Legnano è pertanto lo sviluppo di quell’intervento. Dice Montezemolo: «L’ho detto a Bari prima delle elezioni e lo ripeto oggi: una cosa deve essere chiara, il paese non può permettersi mesi e mesi di campagna elettorale».

                Il leader degli industriali rileva poi che l’Italia «ha bisogno di un governo determinato nell’affrontare subito le questioni centrali che abbiamo di fronte: l’economia che non cresce da troppo tempo e la necessità di creare condizioni generali che aiutino le imprese a essere più competitive».

                  Montezemolo sottolinea quindi che «il paese deve essere governato e ha bisogno di ritrovare fiducia». Ecco perchè la Confindustria attende «un segnale molto forte nei prossimi giorni, un segnale che rimetta le imprese al centro dell’azione di governo, perchè l’economia che cresce e le imprese che creano posti di lavoro sono la miglior risposta anche alle difficoltà delle famiglie».

                    Richiamati i problemi, Montezemolo indica anche le priorità. Ovvero «le cose da fare e da fare subito» che «sono poche e chiare». La prima è «intervenire sul cuneo fiscale» riducendo «la differenza tra stipendio lordo e stipendio netto» e migliorando «insieme il costo del lavoro per le imprese e i redditi dei lavoratori». In particolare bisogna «accelerare l’abolizione dell’Irap» sostituendola con imposte che non penalizzino le imprese».

                      Per Montezemolo è poi fondamentale «favorire, attraverso misure fiscali, le fusioni e le aggregazioni di imprese» oggi troppo piccole «nella competizione internazionale»; «velocizzare» i rimborsi fiscali e i pagamenti dovuti dallo Stato alle imprese; «approvare contestualmente il decreto e il disegno di legge sulla competitività».

                        I tempi per i due provvedimenti sono estremamente ridotti. Il decreto deve essere convertito in legge entro circa un mese: «Abbiamo poche settimane a disposizione e non possiamo sprecarle in estenuanti dibattiti su centinaia di emendamenti come fosse una finanziaria bis».

                          A Legnano Montezemnolo interviene anche sulle difficoltà del settore tessile colpito dalla concorrenza cinese facendo presente la necessità non di misure protezionistiche, ma di una «legittima protezione». La Confindustria si attende «nelle prossime ore un’iniziativa del presidente del consiglio, del governo e di tutti i parlamentari presso le autorità di Bruxelles» affinchè siano adottate «le misure di salvaguardia espressamente previste per assicurare le concorrenza leale, obbligando tutti i paesi a fornire dati trasparenti e a seguire le regole del commercio internazionale».