Montecatini. Terme, è di nuovo sciopero

08/06/2005
    mercoledì 8 giugno 2005

    Pagina 1 – Montecatini

      Terme, è di nuovo sciopero
      Proclamato dai sindacati per il 16. «Contro la gestione»
      Mancate assunzioni tra le motivazioni della protesta

        MONTECATINI. Annunciato, congelato, rimandato. Ma alla fine arriva l’annuncio da parte dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: otto ore di sciopero da parte dei lavoratori delle terme fissate per giovedì 16 giugno. Nel frattempo i sindacati si incontreranno, domani a Firenze, con l’assessore regionale al turismo (con delega alle terme), Anna Rita Bramerini, e con il sindaco Ettore Severi. Ma lo sciopero resta in agenda, in quanto, come spiega Fabio Capponi (Filcams Cgil) «non è rivolto contro la proprietà, ma contro la società di gestione». L’insicurezza della stagione, la mancata assunzione di tanti stagionali all’origine della protesta. Ed ecco di seguito il testo del comunicato stampa firmato congiuntamente dalle tre organizzazioni sindacali.

        «Le segreterie provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, indicono lo sciopero di otto ore dei lavoratori delle terme di Montecatini per giovedì 16 giugno. L’azienda Terme non sta rispettando gli accordi che regolano i rapporti coi lavoratori. Tanto meno sta procedendo con le dovute assunzioni del personale, necessarie per garantire un decoroso servizio alla clientela. Sta anche portando avanti una politica gestionale ambigua che non sembra avere al centro della propria attenzione l’immagine delle terme, l’offerta di un servizio termale adeguato, i lavoratori. Si stanno riducendo le ore lavorative determinando forti elementi di precarietà tra i dipendenti. Questa situazione di grave crisi sta producendo forti ricadute sull’intero indotto: per questi motivi non sono più rinviabili l’adozione di scelte volte a dare una risposta definitiva al problema».

        I sindacati confermano al tempo stesso l’incontro con la proprietà fissato per domani, in occasione del quale faranno presente l’esigenza di avere garanzie sui livelli occupazionali (come peraltro richiesto dalla stessa proprietà alla società di gestione) e al tempo stesso sul regolare svolgimento della stagione, già in parte compromessa. La decisione di indire lo sciopero è maturata ieri. Lunedì, infatti, i sindacati avevano dichiarato di voler aspettare l’incontro tra proprietà e gestori prima di prendere una decisione. Ma lo slittamento di tali colloqui alla prossima settimana ha forse indotto a prendere una decisione immediata. Nel mirino dei sindacati ci sono una serie di problemi ormai endemici: servizi scadenti, stagionali assunti con il contagocce (sette non sono ancora stati riassunti, molti altri hanno avuto contratti a due mesi anziché a cinque o sette), stabilimenti non attivi, fonti chiuse.

        David Meccoli