Montecatini. Soluzione entro il 29 giugno

10/06/2005
    venerdì 10 giugno 2005

    Pagina 1 – Montecatini

      Soluzione entro il 29 giugno
      Lo annuncia la proprietà nell’incontro coi sindacati
      Stabilita una data per trovare l’accordo con Felice Santarelli

        MONTECATINI. Lo sciopero del 16 giugno resta confermato, perché è stato proclamato contro la gestione e le promesse non mantenute nei confronti dei lavoratori. L’incontro di ieri mattina a Firenze dei sindacati con la proprietà termale (assessore Anna Rita Bramerini per la Regione e sindaco Ettore Severi per il Comune di Montecatini), del resto, non aveva all’ordine del giorno la revoca della protesta della settimana prossima, ma doveva essere un appuntamento in cui mettere al corrente i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs dello stato delle trattative con Felice Santarelli (socio di riferimento delle Terme spa). Alla gestione i sindacati invece continuano a chiedere risposte sul rispetto degli accordi sottoscritti.

        E anche il mantenimento dei livelli occupazionali (vedi la mancata assunzione di alcuni stagionali), oltre che corrette relazioni con la rappresentanza sindacale aziendale (si continua a dire di no alle richieste di incontri).

        Tornando alla riunione di ieri, racconta Tullio Ruffoni, della Fisacat Cisl: «Assessore e sindaco ci hanno riferito che il 29 giugno ci sarà l’assemblea dei soci dell’Immobiliare e che entro quella data dovrebbero presentarsi con un percorso definito. Da parte nostra abbiamo ribadito l’urgenza di portare dei rimedi alla sutuazione delle Terme, perché le cose vanno sempre peggio: i clienti se ne vanno, le proteste per il trattamento ricevuto si moltiplicano. La stessa Bramerini ci ha riferito di aver avuto direttamente delle lamentele sulla qualità del servizio offerto».

        Riguardo alla trattativa con Santarelli, Ruffoni conferma che le strade sono due: «O la proprietà arriva a un accordo per riappropriarsi subito della gestione, oppure si va avanti con l’arbitrato, con il conseguente dilatarsi dei tempi. Si tratta dunque di convincere l’imprenditore ascolano a lasciare. E, come si sa, per convincerlo c’è di mezzo una questione di soldi. L’intenzione della proprietà sarebbe quella di individuare il valore delle opere edili eseguite dall’impresa Santarelli, mentre in riferimento ad altre sue pretese queste si bilancerebbero con i danni provocati all’immagine delle terme e gli impegni sottoscritti nel piano industriale e che invece sono stati disattesi».

        Fabio Capponi, Filcams Cgil, conferma che i sindacati sono andati a Firenze «senza grosse aspettative rispetto ai problemi che hanno spinto a proclamare lo sciopero. Da parte nostra abbiamo ribadito alla proprietà l’esigenza di avere delle risposte rispetto ai percorsi avviati dalla proprietà. Bramerinmi e Severi hanno riferito di essere determinati a dare alla gestione un termine perentorio per la soluzione del contenzioso, in caso contrario si andrà all’arbitrato. Ed entro il 29, giorno in cui è stata convocata l’assemblea dei soci, ci dovrà essere un quadro definito, per cui in questi giorni dovrà essere formalizzata la proposta definitiva a Santarelli. Ma resta poi da affrontare anche l’altra questione dei contatti avviati con il Tribunale di Ascoli, che detiene le quote della società di gestione che furono di Vitawell e di Scaramucci».

          La preoccupazione, comunque resta. «Per il fatto – dice Capponi – che ad oggi non c’è ancora chiarezza su una situazione che porta sempre di più al dissesto dell’azienda e a gravi danni di immagine».