Montecatini. Sindacati contro Vitawel

23/05/2002


23 maggio 2002




PISTOIA


Sindacati contro Vitawel
 
MONTECATINI — Comincia con toni di dura contrapposizione la nuova era sindacale delle terme dopo l’ingresso dei privati.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltacs Uil hanno chiesto con due lettere (del 9 e del 15 maggio) un incontro urgente alla direzione dell’azienda, ma non hanno ottenuto risposta. Non ci stanno e attaccano la direzione aziendale, ricordando gli accordi precedentemente presi, «onde evitare decisioni quali dichiarazioni di stato di agitazione, con conseguenti azioni di lotta».
«Conclusa la procedura di affitto — scrivono ora Fabio Capponi, Alberto Cavalloni e Paolo Meacci alla direzione aziendale e al sindaco in qualità di presidente della nuova società — il 18 aprile scorso e in altre occasioni, abbiamo registrato grandi proponimenti da parte vostra, in particolare sulle relazioni da tenere, nel caso di modifiche più o meno sostanziali che vorrete effettuare. Abbiamo richiesto la visione e l’illustrazione dei piani industriali dell’azienda, prima, durante e dopo la firma, ma a tutt’oggi nessun documento, nessuna informazione ci è pervenuta. Abbiamo richiesto un incontro già il 9 maggio, il 15 lo abbiamo sollecitato, visto il vostro mancato riscontro. Fino alla fine di aprile non si sapeva se il primo maggio le Terme avrebbero aperto o meno: abbiamo sottoscritto il 24 aprile un accordo con la società uscente, per fare assumere alcune persone alle pulizie, con l’impegno di assumerne altre 40 per l’apertura degli stabilimenti. Ora vogliamo conoscere i piani di ristrutturazione dell’azienda, per guidare le eventuali possibili ripercussioni. Le nostre lettere esprimono la preoccupazione di chi lavora o attende di rientrare. I sindacati in questi mesi non hanno disturbato, sono stati in religiosa attesa: oggi siamo noi a essere meravigliati e sorpresi dalla risposta che ci arriva».
«L’auspicio — concludono i sindacati — era ed è di trovarci di fronte a un’azienda disposta al dialogo, al confronto, no a un’azienda che appare chiusa e che rispecchia i tempi di chi ha il potere e lo gestisce in modo imperativo, puntando più sull’esteriorità e sulla competizione che non sui bisogni dei più deboli. Avremmo auspicato un incontro a breve, annunciato dai rappresentanti di Scaramucci: un confronto corretto nel rispetto delle relazioni sindacali».