Montecatini. Lo sciopero prosegue: tutto chiuso

02/01/2006
    martedì 28 dicembre 2005

      Pagina 1 – Montecatini

        Respinta la richiesta di sospensione della lotta avanzata dal sindaco

        Lo sciopero prosegue: tutto chiuso

          Febbrili trattative in municipio su pressione degli albergatori preoccupati dalla fuga di clienti

            MONTECATINI. Una città sull’orlo di una crisi di nervi. Qualunque psicologo, di passaggio a Montecatini, potrebbe definire quello che si sta vivendo in città come sintomo da “depressione delle festività” o “Post-Christmas let down” (ovvero crisi del dopo Natale). Ma sarebbe un’analisi superficiale. La depressione, qui, ha origini ben più radicate, ormai endemiche. E la giornata di ieri rappresenta l’ennesima tappa di questo circolo vizioso che, per durata, potrebbe ormai fare concorrenza al conflitto arabo-israeliano. Al centro di tutto, naturalmente, ancora la vicenda Terme. Il primo flop. A mezzogiorno il sindaco annuncia un incontro trilaterale Comune-sindacati-albergatori. Ma il tentativo di mediazione fallisce. I rappresentanti sindacali delle Terme avevano infatti richiesto di parlare solo con il sindaco, e così avviene. «Ho fatto un appello – dice Ettore Severi – alla sensibilità dei lavoratori in sciopero per farli andare incontro alle esigenze degli altri lavoratori dell’indotto. Questi sono infatti penalizzati dalle cancellazioni delle prenotazioni che i clienti stanno facendo in seguito alla chiusura delle Terme in un momento come quello delle Feste, che rappresenta una vetrina per la città. I lavoratori termali hanno però risposto che così si stava chiedendo a dei morti di esalare l’ultimo respiro, in quanto loro sono stati ormai licenziati».

            «Il sindaco ci ha chiesto di salvaguardare l’immagine della città – dice Fabio Capponi, Filcams Cgil – ma senza l’accordo di transazione e la revoca della mobilità i lavoratori manterranno attive le proprie azioni di lotta». «Non siamo disposti ad arretrare – aggiunge Mario Tuci, Cisl – e anzi intensificheremo le iniziative». Il secondo flop. Usciti i lavoratori, nella stanza del sindaco sono entrati gli albergatori. I quali, secondo Severi, sarebbero «disposti a subentrare ai fornitori per la consegna dei materiali necessari a riattivare l’attività termale». Alle Terme, infatti, mancano ormai gli asciugamani, le ciabatte e altri materiali che i fornitori si rifiutano di inviare in quanto aspettano di essere pagati. E non ci sono neanche più soldi sufficienti per pagare il gasolio necessario al riscaldamento. Ma per Gianfranco Guelfi, vicepresidente Apam e presidente Intersindacale, si tratta di un’ipotesi «giuridicamente priva di qualsiasi logica, in quanto c’è tuttora una società di gestione e non ci si può certo sostituire a essa». Gli albergatori si sono quindi recati nella sede dell’Apam, dove speravano di incontrare i sindacati. I quali hanno però rimandato a questa mattina l’incontro. Niente pezze. Ma oltre che da parte degli stessi albergatori, l’ipotesi “subentro” è seccamente bocciata anche dai sindacati. «A chi ci dice – dichiara Tuci – che dovremmo allentare la pressione per il bene della città, rispondiamo che le nostre azioni sono rivolte proprio in quella direzione. Gli albergatori, questo, lo devono capire: non è nostra intenzione fare braccio di ferro con nessuno, ma non si può certo mettere una pezza al problema per pochi giorni, perché servono soluzioni definitive per le Terme». «A noi non interessa chi paga il gasolio – aggiunge Capponi – bensì che i dipendenti tornino al lavoro con un accordo di transazione raggiunto». Passi avanti. «Se lo spartiacque per trovare un accordo con i lavoratori è quello della transazione, allora non ci sono margini di trattativa», spiega Guelfi, preoccupato del fatto che questa strada avrà tempi non così rapidi da evitare «la catastrofe dovuta ai molti pacchetti termali venduti dagli alberghi alla propria clientela per il periodo di Capodanno». Una mano tesa è però quella della Cgil. «Sarebbe sufficiente – dice Capponi – l’annuncio dell’accordo transattivo per farci interrompere la protesta. Se poi ci volessero altri giorni per arrivare materialmente alla firma, nessun problema: a noi, lo ribadiamo, interessa che vada in porto la transazione e che automaticamente venga revocata la mobilità. Per questo ci incontreremo con l’Apam e faremo luce sui punti che ci hanno visti distanti finora».

            David Meccoli
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                Pagina 1 – Montecatini

                  Sindacati a Vacchi: rispettate gli impegni

                    MONTECATINI. «Se il testo proposto dai legali delle parti in causa (proprietà e società di gestione, ndr) è condivisibile, l’Immobiliare lo firma, altrimenti no». Sta tutto qui, in questo riassunto fatto da Fabio Capponi (Filcams Cgil), l’esito dell’incontro che ieri pomeriggio ha messo di fronte sindacati, rappresentanti dei lavoratori delle Terme e società Immobiliare spa. Un incontro che non ha però soddisfatto le aspettative delle organizzazioni sindacali. «Niente di nuovo – dice ancora Capponi – se non per il fatto che ci hanno detto che si continua a parlare di transazione quando ancora non ci sono i soldi necessari per farla». «Il presidente dell’Immobiliare Vito Vacchi – spiega Mario Tuci, segretario provinciale Cisl – non è stato chiaro, ha dato risposte vaghe, attendiste e non decisionali. Alla fine siamo usciti dall’incontro solo con elementi imprecisi». «Vacchi, infatti – continua Tuci – ha esordito dicendo che dall’incontro di Ascoli tra il giudice Gianfelice, il governatore Martini e il sindaco Severi, non ha ricevuto alcuna informazione circa l’ulteriore sviluppo delle trattative. Noi abbiamo chiesto il rispetto degli impegni presi a suo tempo, ovvero che in caso di mobilità sarebbe stata l’Immobiliare a farsi carico del futuro dei lavoratori, ma il presidente ci ha risposto che per fare questo necessiterebbe dell’autorizzazione dei soci (Comune e Regione) per aprire un’istanza di fallimento. Ma non si è spinto oltre, è rimasto nel vago». D.M.