Montecatini. L’azienda ci riprova: «Tutti a casa»

24/11/2005
    giovedì 24 novenbre 2005

    Pagina 1 – Montecatini

      L’azienda ci riprova: «Tutti a casa»

      Situazione di nuovo critica alle Terme Lavoratori in assemblea

        Doccia gelata. Ieri la direzione ha convocato la Rsu per comunciare che lunedì invierà le lettere di mobilità se nel frattempo non ci sarà l’accordo

          Alessandro Gasperini
          David Meccoli

            MONTECATINI. Ci risiamo. A distanza di nove giorni la società di gestione delle Terme riconvoca i sindacalisti della Rsu per comunicare che lunedì partiranno le lettere della messa in mobilità di tutti e 60 i dipendenti (fissi e stagionali). La situazione diventa sempre più paradossale, ai confini della realtà. E’ come se la città stesse assistendo a una moviola infinita che trasmette sempre le stesse (brutte) immagini. Una partita ormai senza più regole né arbitri, che ha in palio il futuro dell’economia di Montecatini.

            Mobilità. I fatti, nudi e crudi, sono questi: ieri mattina il direttore generale delle Terme Spa, Pasquale Gerardi, ha convocato la Rsu interna. Motivo? Comunicare ai dipendenti che lunedì partiranno le famose lettere che erano già pronte e che avrebbero dovuto essere spedite già lunedì scorso. Una minaccia, la prima, disinnescata venerdì 18, al termine del faccia a faccia tra proprietà e gestione per proseguire sulla strada della transazione per il passaggio della società in mano pubblica. Dopo quell’incontro, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini e il sindaco Ettore Severi ricevettero anche i rappresentanti sindacali. «Proprio in nostra presenza – racconta Mario Tuci, segretario provinciale della Cisl – sindaco e assessore telefonarono al presidente Roberto Righi, il quale dette assicurazione che il provvedimento di licenziamento era stato revocato». Passano 5 giorni e tutto ritorna come prima.

              Ricatto. «E’ un fatto gravissimo, una provocazione rivolta alla città e ai lavoratori»: Tuci schiuma di rabbia, incredulo. «In un momento in cui si annuncia che l’accordo è imminente, che si procede lungo la strada della soluzione condivisa – riflette – si torna ad agitare l’arma del ricatto sulla pelle dei lavoratori. Ma la società di gestione deve sapere che la nostra risposta sarà determinata e non ecludiamo la mobilitazione generale della Valdinievole».

                Assemblea permanente. Se nelle prime ore del pomeriggio di ieri i sindacati parlavano della possibilità di una «forte iniziativa», in serata ogni dubbio viene messo da parte. «Da domattina alle 8 (oggi per chi legge, ndr) – dice Fabio Capponi, Cgil – i lavoratori delle Terme entrano in assemblea permanente. In sostanza gli stabilimenti Redi ed Excelsior saranno presidiati fino a data da destinarsi». «Metteremo in atto tutte le azioni possibili – aggiunge Paolo Meacci, Uil – e se la società di gestione cerca la rissa, allora l’ha trovata».

                  Giochi sporchi. «E’ un continuo rimangiarsi le parole – spiega Meacci – nonostante le garanzie sul blocco della procedura di mobilità date da Comune e Regione e le assicurazioni comunicate anche alla stampa dal presidente del cda, Roberto Righi. Un’atmosfera assurda che qui sul territorio non riusciamo più a controllare. Per questo ho già contattato la segreteria nazionale del sindacato».
                  «E’ puro terrorismo – attacca Capponi – e si cerca di colpire i lavoratori che hanno finora assicurato la continuità aziendale in mezzo a mille difficoltà».

                  Missione impossibile. «Il direttore delle Terme, Pasquale Gerardi – dice ancora Capponi – ha comunicato ai rappresentanti sindacali in azienda (e poi me l’ha confermato per telefono) che da lunedì i lavoratori saranno messi in mobilità a meno che, nel frattempo, non sopraggiunga la transazione con la proprietà. E visti i tempi previsti nell’ultima bozza di accordo, questo è ovviamente impossibile».

                    Sospetti. «Mi dicono – spiega Capponi – che il presidente Righi sia stato messo in minoranza ieri nel cda circa queste decisioni. E pare che anche dal giudice di Ascoli non arrivino segnali positivi dopo il blitz dei Nas. Ma allora: di chi è la paternità di queste azioni?».

                      IL VOLANTINO  
                      Un ricatto inaccettabile sulla pelle dei dipendenti

                      Questo il testo del volantino che Cgil, Cisl e Uil distribuiranno oggi ai lavoratori.

                       Nella giornata di ieri il consiglio di amministrazione de Le Terme di Montecatini Spa ha confermato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo di tutto il personale a partire da lunedì prossimo.
                       

                      Respingiamo con determinazione questo vile comportamento da parte della società di gestione delle Terme che ancora una volta utilizza il personale come strumento di pressione per ottenere benefici nell’ambito del negoziato aperto per la restituzione di un’azienda ormai stremata.
                       

                      E’ inaccettabile che a pagare siano i lavoratori che fino ad oggi hanno garantito la prosecuzione dell’attività e tenuto alta l’immagine di Montecatini.

                       In risposta a questa scelta inaccettabile le segreterie provinciali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale delle Terme. E’ pertanto convocata l’assemblea permanente del personale allo stabilimento Redi.


                       Lavoratrici e lavoratori, è a rischio il posto di lavoro! Sostenete le iniziative di lotta che saranno nei prossimi giorni attuate.