Montecatini. La città tornerà padrona delle terme

23/09/2005

    venerdì, 23 settembre 2005

    Pagina 12 – Montecatini

      Nel giorno di Ognissanti
      la città tornerà padrona delle terme

        L’assemblea dei soci dà l’ok per restituire l’azienda entro l’1 novembre. L’annuncio dato nell’incontro pubblico in Comune

          MONTECATINI. Per Ognissanti la città torna in possesso delle terme. Con l’approvazione dell’ipotesi transattiva da parte dell’assemblea dei soci finisce l’era della prima (fallimentare) privatizzazione, quella ribattezzata “degli ascolani”, quella di Vitawell e di tutti i pronipoti. L’annuncio viene dato durante l’incontro pubblico convocato ieri dai sindacati. Presenti il sindaco Ettore Severi, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, il presidente dell’Immobiliare Vito Vacchi.

            Assemblea dei soci. E’ il primo novembre dunque la data individuata per la riconsegna dell’azienda alla proprietà. L’assemblea dei soci della gestione ha deliberato infatti l’approvazione del piano di accordo presentato dall’Immobiliare. «Si è registrato – recita una nota – la convergenza unanime delle volontà dei soci al raggiungimento dell’accordo sulla base dei seguenti 4 punti: restituzione dello stabilimento Redi (che lunedì riaprirà, ndr), riconsegna dell’azienda entro il 1 novembre, sospensione del contenzioso, conciliazione davanti al collegio arbitrale. L’assemblea viene aggiornata al 30 settembre per definire i dettagli tecnici dell’accordo e adottare le opportune deliberazioni».

              Lo scadenzario. Lo detta Vacchi: «Dopo l’assemblea, attenderemo l’approvazione da parte del Tribunale di Ascoli (che ha in mano le quote un tempo di Vitawell, ovvero la maggioranza, ndr) entro il 10 ottobre. La riconsegna dell’azienda è però senza condizioni, nel senso che, una volta sospeso il contenzioso, una soluzione transattiva sarà definita solo entro il 15 novembre».

                Quindi dopo, e non prima, del ritorno delle Terme alla proprietà.

                La maratona. «Non abbiamo ancora superato il traguardo – spiega Vacchi – ma siamo come quel maratoneta a cui manca lo sprint finale. Per esempio abbiamo appena appreso che il giudice di Ascoli ha per ora approvato solo il documento di transazione di luglio, che noi abbiamo invece già accantonato. Ma la gestione ci ha assicurato che lo stesso giudice è aperto anche all’ipotesi transattiva più recente».

                  Errori. «Tutti siamo responsabili degli sbagli fatti nella vicenda terme – dice Severi – e sono errori che abbiamo pagato con le nostre tasche. Ma ora è tempo di mettere fine a un periodo che ha ridotto ai minimi termini il nome della città». «L’interlocutore – aggiunge Bramerini – è stato spesso sfuggente, irresponsabile nei confronti degli impegni presi con la città».

                    Tavolo tecnico. «Ci metteremo subito alla ricerca delle risorse necessarie alla transazione – continua Bramerini – e far sì che il periodo transitorio sia il più breve possibile. Creeremo quindi una sede dove costantemente incontrarci con le istituzioni, le parti sociali, le forze economiche e politiche. Le condizioni per ripartire ci sono».

                      Sassolini. E’ una vittoria anche dei sindacati, quella di ieri, che da tempo avevano lanciato l’idea di un tavolo tecnico. Ma anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Abbiamo sempre difeso la ricerca di un accordo tra proprietà e gestione – dice Fabio Capponi, Filcams Cgil – anche contro chi, come Forza Italia, voleva invece far fallire l’azienda. E oggi i fatti ci danno ragione».

                    David Meccoli