Montecatini. Delegazione di lavoratori da Martini

02/01/2006
    mercoledì 29 dicembre 2005

      Pagina 2 – Montecatini

        Delegazione di lavoratori da Martini «Transazione o lo sciopero va avanti»

          Pancioli (Apam): chiusura della vertenza in tempi brevi Tuci (Cisl): troppi impegni verbali sono stati disattesi Capponi (Cgil): le posizioni non sono poi così distanti

            MONTECATINI. Lavoratori termali da Martini. Questo pomeriggio una delegazione di dipendenti delle Terme e di rappresentanti sindacali sarà ricevuta a Firenze dal presidente della Regione, Claudio Martini. «Il governatore ha gentilmente accettato di incontrarci: gli faremo ancora una volta presente la difficile situazione che si sta vivendo a Montecatini». L’appuntamento di oggi segue gli altri già attivati dai sindacati per tentare di arrivare a una via d’uscita da una situazione che vede i lavoratori delle Terme in sciopero permanente a causa della messa in mobilità per 40 di loro. Le condizioni sine qua non per mettere termine alla protesta sono l’accordo di transazione e la revoca della mobilità per i dipendenti. Condizioni che sono emerse anche ieri nel corso di un incontro con gli albergatori dell’Apam. «Abbiamo chiarito le posizioni – spiega Fabio Capponi, Filcams Cgil – che non sono poi così distanti: tutti vogliamo chiudere questa vicenda il più presto possibile». «Come noto – dice Elio Pancioli, presidente Apam – preferiremmo che l’azienda tornasse pubblica attraverso un ricorso all’ex articolo 700, ma se si arrivasse a una transazione non ci sarebbero problemi. L’importante è uscire da questa situazione, che più va avanti e più si incrudisce». «Gli albergatori – conferma Mario Tuci, segretario provinciale Cisl – chiedono però che alla transazione faccia subito seguito un rilancio dell’attività attraverso un nuovo piano industriale e l’attivazione di nuovi investimenti». Un’inedita convergenza tra le parti che potrebbe, nei prossimi giorni, generare anche qualche azione comune. «Non possiamo certo fare sciopero anche noi – dice Pancioli – ma non diremo no ad altre iniziative». Nei giorni scorsi qualche albergatore si era spinto a proporre di pagare di tasca propria il gasolio e i materiali che i fornitori (che attendono di essere pagati) non danno più alle Terme. «Ma sostituirsi nella gestione di un’azienda – dice Pancioli – è giuridicamente impossibile: è come se in un albergo un cliente non trovasse una saponetta e questa fosse fornita da qualcuno a nostra insaputa». «Un consigliere dell’Apam – dice Tuci – ci ha chiesto una tregua per riattivare almeno la cura idropinica: ma lo sciopero non si fermerà fino alla definizione di un atto concreto di transazione, ovvero un accordo scritto, in quanto di impegni verbali ne sono stati disattesi fin troppi. L’ultima proposta dell’Apam è stata quella di verificare se fosse possibile obbligare le Terme a garantire un minimo servizio come presidio medico sanitario che dovrebbe assicurare una continuità nelle prestazioni. Ma, a parte il fatto che i minimi essenziali ricorrono in campo sanitario solo quando c’è di mezzo la tutela della vita umana, questo è un problema che devono affrontare con il sindaco, ovvero l’autorità sanitaria del territorio». Un intervento di Martini è stato sollecitato anche dal consigliere regionale Virgilio Luvisotti (Lega).

              David Meccoli