Montecatini: Dalle Marche alla conquista delle terme

15/01/2002

Empoli









MONTECATINI — Dalle Marche alla
conquista delle terme

MONTECATINI — Dalle Marche alla conquista delle terme, issando la bandiera del benessere. E’ l’International spa, di Ascoli Piceno azienda del gruppo Vitawell della famiglia Scaramucci, la prima classificata della graduatoria stilata dai nove saggi per la privatizzazione delle terme di Montecatini. Dire terme a Montecatini equivale a dire la città: 600mila metri quadrati di proprietà immobiliari, sette stabilimenti, 270 dipendenti e 15 miliardi di fatturato oltre a tutto l’indotto fatto di 250 alberghi con 13mila posti letto, 5mila addetti e oltre 200 miliardi di giro d’affari. Il lavoro della commissione si è concluso sabato e la notizia non ha tardato a diffondersi in città, anche se per essere ufficializzata ha bisogno della firma di tutti i nove componenti della commissione sul verbale conclusivo. Ma si tratta solo di passaggi formali. La sostanza sta nel fatto che l’International spa del gruppo Vitawell specializzato in macchine per palestre e abbigliamento sportivo gestirà le terme montecatinesi per i prossimi 15 anni. Al secondo posto si è classificata l’Apam spa, cordata di albergatori locali mentre è stata esclusa dalla graduatoria l’offerta del «Francia & Quirinale», altro gruppo montecatinese. L’iter prevede adesso che l’assemblea dei soci (comune di Montecatini e Regione Toscana in parti uguali), debba ratificare il vincitore della gara. Quindi inizierà la fase di trattativa per la stipula del contratto di gestione. Se non verrà raggiunta l’intesa con il primo gruppo in graduatoria, subentrerà il secondo. Se non ci saranno intoppi il nuovo gestore potrebbe insediarsi in primavera, vale a dire con l’inizio della gestione termale.
Adesso bisognerà conoscere i dettagli del piano di rilancio presentato dal gruppo presieduto da Mauro Scaramucci, ma già si sa che prevede un investimento di 85 miliardi comprensivo di Iva, mentre il bando ne chiedeva almeno 40.
Per Montecatini, una delle «ville d’eau» per eccellenza che difatti si fregia del suffisso «terme d’Europa», quello della privatizzazione è un passaggio epocale. Il sindaco Ettore Severi in questi mesi l’ha più volte ripetuto: «La privatizzazione deve rappresentare un salto di qualità e un cambio di mentalità». Montecatini ha ottenuto anche un primato, la sua è la prima privatizzazione in campo nazionale delle aziende ex Eagat. Il procedimento è già iniziato anche a Chianciano e Salsomaggiore.
La privatizzazione delle terme montecatinesi riguarda il 90 per cento della società, infatti Comune e Regione manterranno il 10 per cento. Il regolamento tuttavia prevede l’obbligo per il gestore di offrire il 10 per cento del capitale acquisito alle categorie economiche cittadine che possono accettare o meno. Queste hanno già formato una società ad hoc, la «Montecatini terme e benessere». Per questo all’International spa sarà chiesto innanzitutto di realizzare un grande piscina termale.

di Gabriele Galligani