“Montecatini 1″ Il giorno della rabbia dei dipendenti

05/11/2004

              venerdì 5 novembre 2004

              Pagina 1 – Montecatini 

              Il giorno della rabbia dei dipendenti  
              Manifestazione spontanea davanti al Comune e il traffico va in tilt    
              Un po’ di tensione con gli automobilisti poi arriva la polizia e il gruppo di scioglie

              di Marco Gentili

              MONTECATINI. Sembrava di stare a un gigantesco matrimonio: una parata di automobili sul viale Verdi, proprio di fronte al Comune, con tutti i conducenti attaccati al clacson. Ma in testa al corteo, al posto della macchina degli sposi, c’erano i dipendenti delle Terme, che ieri sono scesi in strada per scioperare. Una protesta civile ma molto decisa e sentita dai lavoratori, che ha assunto una colorazione ben più forte del previsto. Alle 11, ora fissata dalle organizzazioni sindacali per il presidio di fronte alla palazzina delle Terme, l’atmosfera è rilassata. Poche persone, molti sorrisi. Ma in dieci minuti lo scenario cambia totalmente: arivano due grandi gruppi di dipendenti, saltano fuori le bandiere della Cgil e della Cisl.

               E poi i volantini ciclostilati pronti per essere distribuiti al mercato del giovedì.
               Ma è difficile tenere a bada le tante persone accorse alla manifestazione: a occhio e croce sono un centinaio. Un ottimo risultato se si pensa che, su 150 dipendenti, solo un terzo sono in possesso di un contratto a tempo indeterminato, mentre i rimanenti sono stagionali.


               Verso le 11.20, i dipendenti delle Terme iniziano a rallentare il traffico, transitando in maniera continua sul passaggio pedonale nelle vicinanze del Comune. Complice il traffico della mattina, e la viabilità sempre ad alta intensità del viale Verdi, ben presto il traffico viene paralizzato.


               I manifestanti ne approfittano per iniziare a distribuire ciclostilati agli automobilisti in sosta forzata lungo la strada. Qualcuno si innervosisce, supera di forza il presidio, scende dalla propria auto e si scaglia contro alcuni dei manifestanti. Gli animi si scaldano, ma tutto rientra nella normalità dopo qualche schermaglia.


               Da un’auto una ragazza urla: «Andate a lavorare». Ma non è forse per questo, ossia perché vogliono certezze sul loro futuro impiego, che i dipendenti delle Terme stanno scioperando?


               Fabio Capponi, responsabile provinciale della Filcams-Cigl, nota con soddisfazione la grande partecipazione allo sciopero, e spiega che effettivamente è proprio per questo motivo che i dipendenti hanno incrociato le braccia: «Il rallentamento del traffico non era previsto alla vigilia, è stata una scelta spontanea dei lavoratori. Il problema dell’incertezza sul loro futuro è forte e sentito, e così i dipendenti termali hanno fatto sentire la propria voce. Solo pochi giorni fa la società di gestione è arrivata a dire che è in forse il pagamento degli stipendi dei dipendenti. Noi non siamo merce di scambio, né tantomeno ci facciamo ricattare da nessuno con questi metodi».


               Capponi insiste: «Sulle Terme non c’è davvero più tempo da perdere. La crisi totale della attuale gestione, l’incertezza e la mancata programmazione delle prossima stagione termale, e soprattutto le chiacchiere delle istituzioni, che invece avevano promesso di risolvere in breve tempo l’impasse in cui si trovano le Terme, sono campanelli d’allarme troppo forti per non essere sentiti. Vogliamo fatti concreti e non parole».


               Dopo 40 minuti dall’inizio della protesta spontanea, arriva la polizia: il vice questore Giuseppe Picariello invita cortesemente i manifestanti a cessare il passaggio sulle strisce, e a procedere al volantinaggio. Il presidio si scioglie, anche perché non è autorizzato alcun corteo. Gruppi di quattro, cinque persone si disperdono per il centro: c’è chi va come previsto al mercato, ma qualcun altro preferisce andare a distribuire volantini «in farmacia».


               Ma non una qualunque, proprio la framacia Centrale. Il motivo non è certo quello di comprarsi un’Aspirina, ma quello di parlare col sindaco in persona.