Monte Paschi avvia la svolta verso le cooperative

13/01/2006
    venerdì 13 gennaio 2006

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    SOSTITUITI IN CONSIGLIO GNUTTI E SACCHETTI

      Monte Paschi avvia la svolta verso le cooperative

        di Piero Benassai / Siena

          SVOLTA Anno nuovo, vita nuova. Al Monte dei Paschi è definitivamente tramontata l’era di Gnutti e Sacchetti. L’ex presidente di Hopa, che solo tre settimane fa, era stato reintegrato nella carica di vice presidente di Bmps, è stato sostituito, come consigliere, dal professionista fiorentino Giovanni Falchi Picchinesi, mentre al suo posto nel comitato esecutivo è entrato il consigliere Girolamo Strozzi. Unipol invece non ha indicato il sostituto dell’ex vice presidente, Ivano Sacchetti.

            Il consiglio di amministrazione di Bmps ha poi ascoltato una prima relazione del direttore generale Emilio Tonini sul nuovo piano industriale, che comunque avrà bisogno di una nuova rilettura dopo gli avvenimenti di questi giorni. Gli scenari sono profondamente cambiati dopo le dichiarazioni del neo presidente di Finsoe, Turiddo Campaini, favorevole all’ingresso delle coop di consumo italiane nell’azionariato di Bmps e la bocciatura da parte di Bankitalia dell’opa Unipol-Bnl.

              Al consiglio della banca senese era presente anche Turiddo Campaini, che in mattinata, alcuni testimoni dicono di aver visto uscire da Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Mps. È molto probabile che non si sia trattato di una visita di cortesia al presidente Giuseppe Mussari. Anche il presidente della Provincia di Siena, Fabio Ceccherini, dopo il sindaco, Maurizio Cenni, ha auspicato che nel prossimo consiglio di amministrazione, che verrà nominato ad aprile, «ci sia un rinnovamento anche tra la compagine dei soci privati».

                Ormai, al di là del fatto se Unipol deciderà o meno di ricorrere contro la decisione di Bankitalia, si sta lavorando alacremente a dare concretezza a quell’«auspicio» avanzato qualche giorno fa da Turiddo Campaini. Se davvero gli spagnoli del Banco di Bilbao dovessero rilanciare un’opa in cui mettessero sul piatto non solo azioni in concambio, ma anche denari sonanti, l’ipotesi di vedere in tempi rapidi un nuovo assetto tra Unipol e Bmps potrebbe concretizzarsi.

                  A fianco di Unicoop Firenze, che sembra già disposta a salire oltre il 3% in Bmps, potrebbero schierarsi Unicoop Centro Italia, che aveva già detto no all’opa proposta da Consorte, la stessa Unicoop Tirreno, il cui nuovo presidente sembra intenzionato a smarcarsi dalle posizioni del suo predecessore, che aveva appoggiato il progetto Unipol-Bnl, ma anche l’Unicoop Lombardia, la Coop Adriatica di Pierluigi Stefanini, neo presidente di Unipol, la Coop Estense di Mario Zucchelli, che preside anche Holmo e la Coop Nordest. La cooperazione di consumo, che è leader in Italia, conta complessivamente un fatturato di circa 12 miliardi di euro e quasi sette milioni di soci.

                    Unipol e Bmps però non si limiterebbero ad un accordo puramente commerciale, ma si andrebbe ad una e vera e propria holding per il controllo delle due società i cui azionisti di riferimento sarebbero la Fondazione Monte dei Paschi e le cooperative di consumo. Il primo passo di questo progetto di integrazione potrebbe essere un riequilibrio dei valori tra la partecipazione di Bmps in Finsoe, dove detiene oltre il 27% del pacchetto azionario, e di Unipol in Bmps (1,99%). Questo potrebbe avvenire da parte della compagnia di assicurazioni attraverso la cessione di Unipol banca.

                      La mission di Unipol tornerebbe ad essere esclusivamente quella assicurativa, mentre il Monte dei Paschi si occuperebbe del fronte bancario e finanziario, avendo come comune denominatore quella «finanza popolare al servizio della gente» richiamata da Turiddo Campaini nel momento in cui ha assunto la presidenza di Finsoe.