Montagna: meno sciatori per colpa dei prezzi alti

07/02/2005

    lunedì 7 febbraio 2005

      Montagna
      Meno sciatori per colpa dei prezzi alti

        Irene Cabiati

          TORINO
          «Sul cocuzzolo della montagna, con la neve alta così…»: la canzone di Edoardo Vianello celebrava l’inizio di una stagione felice, quando il pianeta bianco era da scoprire e pullman di pionieri si avvicinavano alla rare piste attrezzate con merenda e termos nello zaino. La passione è diventata fervore, fino a trasformarsi in fenomeno modaiolo con tutti gli inevitabili accessori, sempre più sofisticati, sempre più costosi, dall’abbigliamento all’attrezzatura, dal bilocale alla improragabile settimana bianca.

            Poi il trend si è modificato. Il numero dei praticanti è calato, passando dai tre milioni della stagione 1997-1998 al milione 800 mila della stagione 2001-2002, e ora sta di nuovo gradualmente risalendo: per questa stagione si prevedono almeno due milioni di sciatori.

              I dati sono dell’«Osservatorio della montagna», messo a punto da Trademark Italia, che spiega come, in ogni caso, la montagna conserva una forte immagine di fascino e di coinvolgimento: è infatti emblematica di impegno e di serietà, anche se si tratta di valori non sempre in linea con quelli correnti dei giovani, che semmai, spesso, cercano l’effimero e il superficiale. Sciare – si sa – a volte significa anche faticare un po’.

                Il cambiamento è di costume e anche economico. Se da una parte molti giovani non possono permettersi di spendere troppo (una vacanza di lusso sul Mar Rosso può costare anche un terzo rispetto a un soggiorno in montagna), i meno giovani chiedono non soltanto lo skilift e la seggiova ipertecnologiche oppure lo skipass di ultimissima generazione. Ora vogliono anche, al di là dei tradizionali pub e discoteche del dopo-sci, anche una serie di altri servizi integrati: da accattivanti strutture alberghiere a nuovi comfort e più eventi, di spettacoli, cultura e naturalmente sport.

                  Quanto ai prezzi – fa notare l’«Osservatorio della montagna» – si registra nell’ultimo triennio una crescita evidente: più 9-10% per gli alberghi. In particolare gli aumenti delle località lombarde arrivano fino al 9,8% contro un «ritocco» medio registrato a Cervinia del solo 1,5%. Prezzi «rallentati» anche in Francia e in Austria e sempre accompagnati da offerte speciali e servizi extra, soprattutto per i bambini.

                    Anche lo skipass incide, e non poco, sulla spesa complessiva della vacanza: dalla stagione 2001-2002 l’aumento è stato infatti del 10-12%, con punte che si impennano fino al 20%. Alcuni esempi significativi: nell’ultimo triennio Monterosa ski ha aumentato del 10,4% in alta stagione. E mentre, in bassa stagione, Cervinia Valtournanche ha diminuito del 12,3%, Cortina-Valboite ha registrato un aumento del 20,5%. Il prezzo medio di un giornaliero in Italia è ora di 31,31 euro. Quello medio dei sei giorni nei comprensori è di 153,54 euro contro una media estera di 176,44 euro.

                      Così, una rapida occhiata alle tabelle rivela che il costo di una giornata di sci in alta stagione (skipass più hotel) va dai 166 euro allo Zermatt ai 143 di Cortina e dai 137 di Chamonix ai 119 di Courmayeur.

                        Comunque, il problema più sentito resta il «dopo». «Ai frequentatori della montagna non basta più sciare solamente», sottolinea la ricerca di Trademark-Italia. Anzi, un turista su tre non scia affatto e in località ultra-mondane – come Cortina oppure Madonna di Campiglio – soltanto un ospite su tre inforca gli sci. Il turista invernale cerca soprattutto relax: per il corpo e lo spirito. Quindi chiede sempre di più centri di benessere, buoni ristoranti e molti stimoli culturali. Tutte proposte «appetitose» che compaiono già da tempo nei menù di molte località d’Oltralpe.

                          Quindi, se prima si investiva sui servizi rivolti esclusivamente agli sciatori, oggi l’attenzione va rivolta anche ad altri svaghi. Come fa notare l’«Osservatorio», «al piccolo e solido gruppo di italiani appassionati, che adorano la montagna, diventa indispensabile affiancare una quota di turisti normali che cercano un’esperienza divertente». La filosofia – che comincia a prendere piede – sta diventando quella della «montagna a 360°» in modo da dare nuovo smalto alle località alpine.

                            Gli operatori più sensibili si stanno già attrezzando. Il Trentino, per esempio, intensifica la sua vocazione al benessere con l’offerta di trattamenti di bellezza e relax in hotel. Molte le proposte alternative anche in Piemonte. Un hotel di Neive mette a disposizione l’elicottero per andare a sciare dove la neve è più bella per poi rientrare in serata e dedicarsi alla prelibatezze enogastronomiche. Chi non scia viene accompagnato in un centro benessere per una seduta di «vinoterapia».

                              E’ in questo clima che sta per aprirsi – dal 12 al 15 febbraio – la 25ª edizione di Bit, la rassegna di Milano che mette in vetrina operatori turistici di tutto il mondo. Sottolinea il presidente, Adalberto Corsi: «Ci si concentrerà sulle nuove offerte del turismo sportivo, un settore in continua espansione e legato soprattutto ai grandi eventi che vedono come protagonista l’Italia: i mondiali di sci di Bormio e le Olimpiadi invernali di Torino 2006, per non parlare dell’appuntamento internazionale più atteso nel mondo, le Olimpiadi di Pechino del 2008».