Montagna: il caldo fa salire i turisti

01/09/2003

      Domenica 31 Agosto 2003

      Turismo
      1- Montagna: Il caldo fa salire i turisti
      2- Mare: Rimini recupera a fine agosto
      3- Laghi: Rilancio con i congressi



      Montagna: Buoni risultati in Val d’Aosta
      Il caldo fa salire i turisti


      MILANO – Quella che ci stiamo lasciando alle spalle è stata l’estate delle vacanze in montagna, dove diversamente da altre zone non si segnalano flessioni. A favorire le località turistiche d’alta quota sono state innanzitutto le temperature. «Il primo bilancio di questa stagione turistica si chiude nel segno positivo. Finalmente. Dopo molti anni di sofferenza – dice Piero Roullet, presidente dell’Associazione albergatori della Valle d’Aosta – quest’anno sono arrivati numerosi turisti che sono rimasti molto soddisfatti delle loro vacanze; anche perchè la nostra offerta sta migliorando sempre più». In giugno addirittura non è stato possibile soddisfare interamente la domanda; in luglio invece c’è stato qualche vuoto e infine agosto è stato il mese del tutto esaurito. «Dopo molti anni inoltre abbiamo di nuovo sentito parlare in tedesco – continua sempre Roullet – ; era da parecchio tempo che non si vedevano arrivare turisti dalla Germania, segno evidente che stanno riscoprendo la montagna italiana». Il caldo se da un lato ha portato molti turisti in Valle d’Aosta, dall’altro lato è però stata la principale causa di disagio nelle località dove non ci sono alberghi con aria condizionata. Numerosi operatori sono infatti stati colti di sorpresa dalle alte temperature, soprattutto nelle valli, dove il termometro ha raggiunto anche i 30-35 gradi e ha messo in fuga molti turisti; stesso discorso per i campeggi per i quali questa non è stata una stagione eccezionale. Mentre in Valle d’Aosta sono state più le luci delle ombre, in Trentino invece la stagione si chiude con qualche punto interrogativo. «Non è il caso di preoccuparsi – avverte Gianni Bort, presidente dell’Unione albergatori del Trentino – ma rispetto al 2002 non c’è stato un incremento delle presenze; la situazione si è mantenuta stazionaria». Quest’anno si è fatta sentire l’assenza dei turisti tedeschi, in parte compensata da una più alta presenza di italiani. Il Garda e Trento sono le due località che hanno sofferto più di altre zone soprattutto in luglio e nella prima metà di agosto. Nella seconda metà del mese invece c’è stata un’impennata delle presenze, questo anche grazie ai prezzi molto vantaggiosi. «Il bilancio comunque nel complesso è positivo – conclude Bort – anche perchè stando alle prenotazioni settembre promette bene».
      CRISTINA CASADEI

      Mare: Pesano le assenze dei tedeschi
      Rimini recupera a fine agosto


      MILANO – «La Germania è il nostro primo cliente e quindi eravamo ben consapevoli che a causa della crisi economica del Paese la stagione sarebbe stata difficile». Angelo Faloppa, presidente dell’Associazione albergatori di Jesolo e della provincia di Venezia, lamenta un’estate che non è stata delle migliori degli ultimi anni. Il mese che è andato meglio è stato senza dubbio giugno. Maggio invece è stato caratterizzato da un forte pendolarismo, luglio ha visto una forte flessione perchè è il periodo dei tedeschi che quest’anno mancavano e infine agosto che, fatta eccezione per la prima settimana, è stato il mese del tutto esaurito. Mentre per gli alberghi il bilancio si chiude con una flessione che oscilla tra il 4 e l’8 per cento, le cose sono andate peggio per gli appartamenti dove il calo ha raggiunto il 15 per cento. «Gli alberghi si sono salvati soprattutto grazie ai prezzi molto competitivi – continua Faloppa – ; tra il 2001 e il 2003 nella zona di Jesolo c’è stato un aumento del 3% soltanto, compreso l’effetto euro. Insomma è due anni che i prezzi rimangono praticamente invariati e questo ci ha favorito, anche se non basterà a far chiudere la stagione con un segno positivo». Più ottimista Marco Giovannini, presidente degli albergatori della provincia di Rimini che parla di un’estate «caratterizzata da un andamento altalenante, ma che si chiuderà con un bilancio positivo». É partita bene grazie ai tre ponti di Pasqua, del 25 aprile e del primo maggio. Poi c’è stata una caduta nella seconda quindicina di luglio. «Tra le cause delle caselle degli alberghi vuote ci sono anche gli esami universitari che scivolano sempre più alla fine di luglio – sostiene sempre Giovannini -: gli studenti che facevano le vacanze a fine mese non vengono più. Inoltre c’è anche lo spostamento in avanti del pagamento dell’Irpef che tiene a casa non solo gli impiegati del settore, ma anche chi deve pagare». La ripresa è arrivata a partire dalla seconda metà di agosto. «Contrariamente alle aspettative, nella prima quindicina del mese non c’è stata molta stabilità di permanenza e quando è così – conclude Giovannini – è difficile che le caselle siano sempre piene». In base alle prenotazioni ricevute infine si preannuncia un buon settembre.
      C.CAS.


      Laghi: Si punta sulla clientela bubiness
      Rilancio con i congressi
      NICOLA DI MOLFETTA

      MILANO – L’estate sui laghi italiani chiude con un bilancio in rosso. Neanche agosto (-0,3% delle presenze rispetto al 2002, secondo Assoturismo) ha segnato il tutto esaurito. E così il turismo al lago inizia a ripensare il suo ruolo, strizza l’occhio al business congressuale, innova le proprie strutture e ringiovanisce l’offerta. «Sul Lago Maggiore – afferma Ovidio Mugnai, presidente di Federalberghi Piemonte – da dieci anni ormai, i mesi di luglio e agosto sono diventati di media stagione, perchè ci stiamo specializzando nel turismo d’affari e congressuale». Questo rinnovamento d’immagine, aggiunge Mugnai, «ha in parte ridimensionato il nostro ruolo di meta estiva: c’è bisogno di investimenti in infrastrutture, spiagge e pontili d’attracco». Il bilancio della stagione sul Lago Maggiore potrebbe segnare un -12 per cento. «In particolare – aggiunge Mugnai – sono mancati i turisti americani e giapponesi, mentre abbiamo registrato un lieve incremento degli italiani, soprattutto nei week-end». Meno drastico il calo (-5%) di presenze sul Lago di Como. «A inizio stagione – afferma Luca Leoni, presidente degli albergatori di Como – temevamo un crollo, invece le cose sono andate piuttosto bene; si sono perfino visti tornare gli americani». Qui l’immagine della vacanza al lago si sposa agli sport d’acqua e all’intrattenimento per giovani e famiglie. «Le strutture – prosegue Leoni – si sono dotate di aree ricreative, nascono luoghi di divertimento, insomma, gli operatori stanno facendo un grande sforzo per avere un’offerta adatta a diverse tipologie di turismo». Qui, come in altre zone, la stagionalità del turismo si è molto dilatata (da fine marzo a metà novembre) e ciascun periodo ha il suo «cliente tipo». Riconquistare gli italiani, è invece, l’imperativo che lancia Paolo Rossi, presidente dell’associazione degli albergatori di Salò. «Quest’estate – sottolinea – sul Garda abbiamo registrato un calo del 10% delle presenze dovuto in massima parte alla mancanza di tedeschi. Ora dobbiamo cominciare a investire in promozione puntando soprattutto alla conquista del mercato italiano, per troppo tempo trascurato».