Monorchio: “Stop alle pensioni di anzianità

15/02/2002


Pagina 40 – Economia
Il Ragioniere generale dello Stato : "Danneggiano i giovani"
"Stop alle pensioni di anzianit�"
il caso
Inevitabile alzare l�et� lavorativa. Pubblico e privato insieme per il futuro del Tfr

PALERMO – Andrea Monorchio, ragioniere generale dello Stato, interviene cifre alla mano nel dibattito sulla previdenza e mette sotto accusa le pensioni di anzianit� che, in un paese come l�Italia (nel 2050 il 56 per cento della popolazione sar� composta da pensionati), rischiano di mandare in crisi il sistema. Intervenuto a Palermo alla presentazione del rapporto annuale dell�Inpdap sullo stato sociale, il ragioniere dello Stato ha difeso gli aspetti etici del welfare europeo nei confronti di quello anglosassone, ma su alcuni punti � stato esplicito. �Occorre – ha spiegato – restringere i tempi di sopravvivenza delle pensioni di anzianit�, che preservano talune categorie a scapito dei giovani e contribuiscono ad aumentare il peso della spesa sociale�. E ha aggiunto: �Non � possibile che un dipendente pubblico possa andare in pensione a 40 anni. Anche perch� bisogna fare i conti con l�ecatombe demografica del paese: da qui al 2040 l�Italia passer� da 57 a 44 milioni di abitanti, al netto degli immigrati�. Nell�85 un milione di giovani in Italia ha festeggiato i 20 anni, nel 2005 saranno solo 550 mila. Sull�utilizzo del tfr il ragioniere dello Stato propone una strategia �multipilastro�: alla copertura offerta dal sistema obbligatorio – dice – va affiancata quella della componente privata.
La maggiore speranza di vita (73 anni per l�uomo, 83 per la donna) potrebbe consentire l�innalzamento dell�et� lavorativa. Ecco la previsione di Monorchio: �Probabilmente fra 5 anni si decider� che la vita lavorativa superi il limite dei 65 anni e tocchi quota 70 anni�. Occorre dunque intervenire anche perch� �la spesa sociale � un terzo della spesa pubblica italiana�, ma �non si pu� mettere in discussione il sistema di protezione sociale� perch� �il rapporto tra spesa pubblica e pil descrive il diverso senso etico degli Stati europei rispetto al mondo anglosassone�. Il rapporto � del 44 per cento in Europa, al netto della Gran Bretagna, e del 34 per cento negli Usa e, secondo Monorchio, �in questo 10 per cento di differenza � insito un diverso valore etico�.