Monito agli stati: innalzare di 5 anni l’età pensionabile

20/10/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
247, pag. 5 del 18/10/2003
di Teresa Pittelli

Monito agli stati: innalzare di 5 anni l’età pensionabile

Da Bruxelles arriva l’invito agli stati Ue ad aumentare in fretta e di almeno cinque anni l’età di pensionamento. Ma anche un richiamo a controllare che i regimi pensionistici ´offrano pensioni d’importo adeguato’. Pienamente in sintonia con la prima parte della raccomandazione il premier, Silvio Berlusconi, che ieri da Bruxelles ha descritto come ´ormai ineludibile’ il prolungamento dell’età lavorativa.

I sindacati, però, chiudono la porta in faccia ai tentativi di dialogo sia del governo che dell’opposizione, e preparano in tutta Italia lo sciopero di venerdì prossimo contro la riforma delle pensioni. ´Sarà una grande giornata di mobilitazione’, ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

- Il documento di Bruxelles. La bozza finale del documento del Consiglio europeo che si è chiuso ieri sollecita gli stati membri ´a studiare misure di riforma che migliorino la sostenibilità a lungo termine delle pensioni e delle finanze pubbliche’. E raccomanda di attenersi, nel fissare gli interventi, alle conclusioni del Consiglio Ue di Barcellona, che prevede ´di aumentare di cinque anni l’età media di pensionamento da qui al 2010′. D’accordo con la linea europea Berlusconi, che al termine dei lavori del Consiglio ha ribadito ai giornalisti che ´è ormai ineludibile il prolungamento dell’età lavorativa’ per riformare le pensioni nella Ue. Berlusconi ha spiegato che il problema dell’invecchiamento della popolazione ´è di tutti’, e si è soffermato sulla necessità di coprire il gap con gli Stati Uniti ´dove sei cittadini su dieci sono attivi, mentre in Europa i cittadini che contribuiscono al prodotto interno lordo sono quattro-cinque su dieci’. Un messaggio che potrebbe essere ascoltato dall’opposizione, ormai decisa ad aprire uno spiraglio al confronto con il governo, puntando sulla gradualità della riforma. Dopo l’uscita dei giorni scorsi del segretario dei Ds, Piero Fassino, ieri è stata la volta del leader dell’Ulivo, Francesco Rutelli. ´Siamo pronti a discutere in parlamento sulla riforma previdenziale ma il governo non ha ancora presentato una sua proposta’, ha detto Rutelli. Che non risparmia le critiche all’esecutivo, perché ´dice che la riforma è urgente e poi la rinvia al 2008′. Ma conferma la disponibilità a un confronto se il governo accetta di rendere la graduale la riforma. Sul tema ieri è intervenuto anche Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria, per chiedere di ´anticipare la riforma al 2004′.

- Sindacati pronti allo sciopero. ´Stiamo lavorando allo sciopero generale del 24 ottobre, che sarà una grande giornata di mobilitazione della quale il governo non potrà non tener conto’. È la secca risposta di Epifani al presidente della Margherita e a chi gli chiedeva se anche il sindacato stia lavorando a una proposta sulle pensioni. ´Il vero problema è che questa riforma non è emendabile’, ha rincarato il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ´va trovata un’alternativa, altro che gradualità’. Pezzotta ha ricordato che il sindacato ´si è confrontato per mesi sulla delega previdenziale, che non prevedeva tagli ma solo aggiustamenti, mentre poi, all’ultimo secondo, il governo ha presentato questo stravolgimento della riforma Dini, che rompe la solidarietà tra chi va in pensione prima del 2008 e chi ci andrà dopo’. Intanto si prepara lo sciopero. A Milano la Triplice ha lanciato ´l’operazione verità’, ovvero linee telefoniche ed e-mail a disposizione dei cittadini per dare informazioni sulla riforma prevista dal governo (02-55025272/info@cgil.milano.it, 0229525021/pierrecislmilano.it, Cspmilano@uil.it). Mentre ieri a Roma si è svolta una manifestazione dell’Ugl, il sindacato di destra, contro gli interventi sulle pensioni.