“Mondo” Wal Mart perde la causa: deve 78 milioni ai lavoratori

17/10/2006

    marted� 17 ottobre 2006

    Pagina 8 capitale & lavoro

      Wal Mart perde la causa:
      deve 78 milioni ai lavoratori

        La catena di supermercati
        �fuorilegge� negli Stati Uniti.
        Sfrutta i dipendenti con orari lunghi
        e la soppressione delle pause di lavoro,
        realizzando utili enormi.
        Ma il tribunale l’ha condannata a risarcire

          Maurizio Galvani

          Wal-Mart deve pagare 78 milioni di dollari perch� ha fatto ricorso illegalmente ad orari lunghi e ha soppresso gran parte delle pause ai lavoratori dei suoi supermercati. L’ha stabilito, con una sentenza esemplare, il tribunale di Philadelfia che accolto la tesi dell’accusa e il ricorso di 187 mila impiegati che hanno lavorato e continuano a lavorare tuttora nei grandi magazzini della Wal Mart e della Sam’s Club, in Pennsylvania. I lavoratori hanno accusato la stessa societ� di aver soppresso le pause spettanti per diritto: di un quarto d’ora quando il turno ne durava almeno pi� di tre, oppure di mezz’ora per il pranzo tutte le volte che questi dipendenti avessero lavorato sei ore di seguito. Per vincere la causa, i dipendenti hanno usato come prova visiva i medesimi circuiti televisivi di propriet� della compagnia statunitense, installati nei singoli reparti dei supermercati.

          Wal Mart ha, pertanto, volutamente evaso questa norma lavorativa dello stato della Pennsylvania, perseguendo il fine di far lavorare di pi� per aumentare la produttivit� finale. Inoltre secondo una testimone, una certa Dolores Haummel, tra il 1992 e il 2002 la compagnia Sam’s Club Reading (della medesima propriet� della Wal Mart) ha favorito l’uso degli straordinari, per coloro che erano stati impiegati con una paga oraria.

          Non solita a queste misure, la Wal Mart deve rispondere questa volta in casa a queste violazioni che, comunque, l’hanno resa �famosa� in tutto il mondo e le hanno permesso di registrare – alla fine del 2006 – un utile di ben 11,2 miliardi di dollari (chiusura dell’anno fiscale a gennaio del 2006), di vendere una quantit� di merci pari a 316 miliardi di dollari, e di raggiungere quota 3700 negozi sparsi sul territorio americano e pi� di 1500 punti vendita nel mondo. Del resto, del ricorso al lavoro a basso costo e della competitvit� �estrema� dei prezzi – grazie a un import massiccio facilitato dai rapporti con i paesi pi� poveri – Wal Mart ne ha fatto la sua �filosofia� di esistenza. Il suo fondatore – Sam Walton, nel 1962 – ha sempre sostenuto questa tesi del risparmio sui costi vendita, da quando fond� la societ�; che � entrata nella borsa di New York alla fine del 1972.

          Wal Mart � stata ricordata recentemente per aver �dovuto� accettare la presenza dei sindacati (ufficiali) nei suoi stabilimenti cinesi. La multa inflitta dal tribunale statunitense fa seguito a questo continuo comportamento antisindacale e antinormativo di cui gi� si sono rese colpevoli la Nike e la Rebook (con il ricorso al lavoro minorile). Ultimamente la societ� inglese Tesco (la pi� garnde della Gran Bretagna) – che � anche sponsor di una campagna etica contro il ricorso al lavoro sporco – � stata accusata di far lavorare ragazzini con meno di 14 anni di et�. Negli Stati uniti, la Wal Mart (diretta attualmente da Lee Scott jr.) controlla il 20% del mercato del grocery (alimentare), � prima nel settore della vendita dei giocattoli (22%) dopo avere superato la concorrenza della catena Toys �R�; i �suoi� clienti – ogni settimana – superano i 138 milioni di unit�, e 1,6 milioni sono i dipendenti presenti in tutto il mondo. La societ� per �invogliare� la sua clientela ha fatto spesso ricorso a vari benefit.