“Mondo” Wal-Mart: 1,6 milioni di cause civili

23/06/2004

    23 giugno 2004

    Il sì dei giudici alla «class action» per discriminazione di salario e condizioni sul lavoro

    Wal-Mart, la carica delle impiegate: 1,6 milioni di cause civili

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

    WASHINGTON – E’ una vertenza legale di dimensioni davvero americane – coinvolge circa 1 milione e 600 mila persone -che vede un esercito di donne all’attacco di una fortezza del capitalismo. Potrebbe segnare una svolta per la giurisprudenza Usa e per Wall Street: se le amazzoni vincessero (si fa per dire, sono in prevalenza commesse, cassiere, addette alle pulizie e via di seguito) centinaia di altre società verrebbero prese d’assedio.


    La fortezza in questione è la Wal-Mart. La catena di grandi magazzini numero uno al mondo e il massimo datore di lavoro privato negli Usa (un milione e 300 mila persone) potrà essere querelata da un milione e 600 mila donne, sue dipendenti o ex dipendenti, ed essere costretta a risarcire loro danni per un ammontare enorme. Il Tribunale federale d’appello di San Francisco ha autorizzato la causa collettiva, la maggiore della storia, dopo avere discusso la querela per discriminazione sessuale e salariale contro la Wal-Mart sporta da sei donne in California alla fine del 2001. «Tutte le dipendenti o ex dipendenti assunte dal 26 dicembre del 1998 – ha decretato il tribunale – potranno partecipare a questa causa».


    Wal-Mart è un colosso finanziario con un fatturato di 256 miliardi di dollari e utili di 9 miliardi. Ma se dovesse risarcire un milione e 600 mila persone circa si troverebbe in gravi difficoltà. Ha perciò fatto subito ricorso, e aperto una campagna di spot pubblicitari per ottenere l’appoggio del pubblico. Potrebbe riuscirci: più che la regina delle vendite al dettaglio è infatti una istituzione americana. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo buon nome è stato macchiato da scandali e processi, al punto che rischia di diventare la società più querelata d’America. Varie le accuse: di costringere commessi e commesse a fare gli straordinari senza pagarli; di non rispettare i minimi salariali; di non concedere intervalli per i pasti; di discriminare le donne; persino di chiudere i dipendenti nei magazzini di notte. Un’inchiesta ha accertato che Wal-Mart è sovente carente sul piano assistenziale e pensionistico, e un Gran giurì sta cercando di scoprire se abbia sfruttato gli immigrati clandestini.
    All’inizio del mese, in previsione della dura sentenza del Tribunale federale d’appello di San Francisco, Wal-Mart si è impegnata a migliorare le condizioni di lavoro e aumentare gli stipendi.

    Ennio Caretto
    /Economia