“Mondo” Obesi Usa contro McDonald’s

27/01/2005

    giovedì 27 gennaio 2005

    sezione: FINANZA INTERNAZIONALE – pagina 30

    Una Corte d’appello federale riapre un caso col rischio di dare il via a una serie di nuove e costose battaglie legali
    Obesi Usa contro McDonald’s
    Attacco all’intero settore alimentare I big del comparto limitano la produzione di nuovi prodotti per bambini

      MARCO VALSANIA

        NEW YORK • Le aziende americane, dai re dei fast food come McDonald’s ai produttori di merendine quali Kraft e General Mills, soffrono la controffensiva degli obesi, delle loro famiglie e delle associazioni dei consumatori. McDonald’s era convinta di aver scampato il pericolo di ricorsi in tribunale per le conseguenze di troppi hamburger. Ma una corte d’appello federale ha resuscitato ieri una denuncia presentata per conto di alcuni adolescenti e bocciata, incorrettamente stando ai magistrati, dal giudice di primo grado.
        Il tribunale dovrà ora quantomeno riprendere in esame il caso.

        Il nuovo fronte legale si è aperto mentre l’intero settore alimentare, oltre che della ristorazione, è sotto assedio per le preccupazioni sulla salute, con due terzi degli americani e oltre il 15% dei bambini sovrappeso, le sempre più rigide raccomandazioni federali sulle diete e un costo economico, diretto e indiretto, dei problemi di obesità e sovrappeso stimato in quasi 100 miliardi $ e nel 6% della spesa sanitaria. Per frenare questa offensiva — ma così facendo confermandone la portata — un gruppo di protagonisti, da Kraft a Kellogg a General Mills, ha tenuto ieri a battesimo un’associazione che vuole rivendicare il diritto costituzionale a campagne pubblicitarie per i più giovani e quello di business all’autoregolamentazione.

        La spesa pubblicitaria dei tre big alimentari sul mercato dei prodotti per bambini, finora tra i più redditizi, sfiora i 400 milioni di dollari negli Usa. Proprio Kraft, recentemente, in risposta al crescente malumore sulle cattive abitudini alimentari aveva incrinato il fronte imprenditoriale annunciando il ritiro dal marketing di merendine nei programmi o riviste per bambini fino ai 12 anni di età. Una mossa giudicata tuttavia anzitutto come un’azione preventiva: volta ad assumere la leadership del settore, migliorarne l’immagine, scongiurare ondate di denunce ed evitare sempre più probabili interventi governativi di regolamentazione. La pubblicità di prodotti per bambini sarebbe rimasta, nei piani Kraft, sui mass media "adulti".

        La necessità di adeguarsi rapidamente al nuovo clima deriva anche dall’efficacia ormai dimostrata delle campagne contro junk food, fast food e altri alimenti e abitudini nel mirino. Molte strategie aziendali hanno registrato un impatto "silenzioso" ma non per questo meno evidente: nel 2004, dopo tre anni di ininterrotta crescita, i prodotti alimentari destinati esplicitamente ai bambini sono diminuiti. Stando alla società Productscan Online, questi prodotti sarebbero calati dell’11,4% l’anno scorso (1.328 contro 1.499 nel 2003) in contrasto con la tendenza a un incremento generale nei nuovi alimenti. Nestlé avrebbe ridotto a 16 da 26 le novità, Unilever e Conagra a quattro da 21, Campbell Soup a nove da 18.

          McDonald’s, come altri leader della ristorazione veloce, negli ultimi anni ha a sua volta cercato di rilanciare l’immagine sia introducendo menù più salutari che polemizzando contro il legame tra fast food e obesità. La scelta delle corte d’appello di rispolverare una denuncia presentata originalmente nel 2002 potrebbe tuttavia tornare a scuotere la società. Ufficialmente ha minimizzato: «Si tratta di una decisione solo procedurale». I giudici, in effetti, si sono limitati a ordinare al tribunale di primo grado di riconsiderare il caso perché nel bocciarlo aveva tenuto conto di prove inappropriate nella fase iniziale del procedimento, dai pranzi all’esercizio fisico e alla storia medica dei bambini. Ma per i fautori della denuncia il caso, se andrà in aula, potrebbe fare storia: a ispirarli sono le colossali battaglie legali sul tabacco, sull’amianto o sulla sicurezza dei medicinali.