“Mondo” McDonald’s, obiettivo Cina

10/09/2003



      Mercoledí 10 Settembre 2003

      RILANCI: Hamburger all’orientale


      McDonald’s, obiettivo Cina
      MARCO VALSANIA


      NEW YORK – McDonald’s scala la Grande Muraglia. Il re americano del "fast food" ha deciso di accelerare i suoi piani di espansione in Cina, mettendo in cantiere l’apertura di cento ristoranti nell’arco dell’anno prossimo. E al ritmo di cento nuovi locali ogni dodici mesi intende continuare a crescere, sul mercato del gigante asiatico, anche negli anni successivi. La nuova strategia di McDonald’s è stata rivelata dall’amministratore delegato Jim Cantalupo in un’intervista al «Wall Street Journal». E riflette, al di là delle ambizioni del gruppo e della sua risposta alla crescente concorrenza, anche un fenomeno più vasto: il rapporto di amore-odio della Corporate America con Pechino. Per ogni settore che denuncia le insufficienti aperture del mercato cinese e le produzioni sottocosto – a cominciare da molte imprese manifatturiere che chiedono aiuto alla Casa Bianca – c’è un comparto che invece si avvantaggia delle potenzialità offerte dal paese, facendo leva su quegli stessi bassi costi o sul futuro dei suoi consumatori. McDonald’s è ancora alle spalle degli aggressivi piani di invasione della Cina delineati dall’avversaria nella ristorazione veloce Yum Brands, attraverso la controllata Kfc: duecento locali all’anno, che si aggiungono ai 900 ristoranti già in funzione. Kfc, per il suo sviluppo, ha potuto contare sulla flessibilità di una rete di fornitori locali e sulla preferenza cinese per il pollo sull’hamburger. Ma Cantalupo ha varato un’espansione non solo quantitativa del business: l’azienda estenderà il raggio d’azione non solo sulla regione costiera del paese, considerata la più benestante. Nei prossimi anni vuole raggiungere anche le province interne: i nuovi locali aperti saranno equamente suddivisi tra questi due segmenti di mercato.
      In Cina McDonald’s dispone finora di 566 ristoranti in 94 città, lanciato ad un costo di un miliardo di dollari, e ha investito altri 700 milioni di dollari nel paese per creare un sistema di fornitori e di trasporto. Dall’apertura del primo locale a Pechino nel 1992, la sua clientela è cresciuta a due milioni di consumatori al giorno. «Stiamo creando nuove condizioni – ha detto Cantalupo – per gestire un numero molto più elevato di locali».