“Mondo” L´ultima frontiera dei consumatori

23/06/2003


sabato 21 giugno 2003
Pagina 12 – Esteri
 
 
Riuniti a Boston i "principi del Foro" specializzati in cause per danni: dopo i big del tabacco, nel mirino i produttori di cibo ipercalorico
L´ultima frontiera dei consumatori
avvocati in campo contro i fast food
          Su hamburger e patatine potrebbe apparire la scritta: "Provocano obesità, malattie cardiache e diabete"
          Uno dei punti su cui faranno leva in tribunale è che questo genere di alimenti produce dipendenza nei consumatori

          DAL NOSTRO INVIATO
          FEDERICO RAMPINI

          SAN FRANCISCO – «Attento: questi hamburger e patatine danno assuefazione, provocano obesità, malattie cardiache e diabete». In futuro un avviso così potrebbe diventare obbligatorio in America sulla carta che avvolge i panini di McDonald´s e Burger King, o all´ingresso dei loro ristoranti. Proprio come la messa in guardia anti-cancro imposta sui pacchetti di sigarette. Tremano i colossi del fast food made in Usa, perché a lanciare la battaglia per questa nuova legge non è qualche gruppo di salutisti o no-global ma una delle più temibili lobby americane: la potente associazione degli avvocati specialisti in consumer litigation, le cause civili per indennizzi ai consumatori.
          Questo weekend gli avvocati sono riuniti a Boston per una conferenza dedicata proprio alla prossima battaglia a colpi di processi miliardari. Dopo il tabacco, il fast food. Dalla loro, i legali hanno un autorevole alleato: il Surgeon General, il direttore del ministero della Sanità, ha lanciato un allarme contro il dilagare dell´obesità definendola ormai una «epidemia sociale». Tra i bambini la percentuale di obesi cresce senza freni con tutte le malattie collegate, in particolare il diabete. Il sistema giuridico americano dà agli avvocati armi e motivazioni ben più forti che nel resto del mondo. Anzitutto la class action consente di rappresentare come unica parte lesa un´intera collettività di consumatori, che messi insieme diventano un avversario robusto per le grandi aziende. Poi il principio dei punitive damage (indennità punitive) autorizza le giurie popolari a imporre alle grandi aziende riparazioni pecuniarie che non sono commisurate al danno subito dai clienti, ma vengono ingigantite appositamente a scopo deterrente. Infine le norme sulla tort litigation (cause per danni) prevedono che gli avvocati siano pagati a percentuale sugli indennizzi: questo spiega perché la corporazione dei legali persegue con tanto accanimento i processi alle grandi imprese.
          La star del congresso di Boston è John Banzhaf, un principe del foro che insegna diritto alla George Washington University ed è già passato alla storia per le sue vittorie contro l´industria del tabacco. Le pene miliardarie già inflitte alla Philip Morris per le vittime del cancro ai polmoni, ora pesano come una minaccia sui giganti del fast food. Anche se è fallito all´inizio di quest´anno un primo processo intentato a McDonald´s da un gruppo di adolescenti newyorchesi obesi, le cose cambiano con la scesa in campo di un peso massimo come Banzhaf spalleggiato dall´intera lobby degli avvocati. Il giurista ha già mandato una lettera agli amministratori delegati di sei aziende – McDonald´s, Burger King, Wendy´s, Pizza Hut, Taco Bell, Kentucky Fried Chicken – avvisandoli che secondo le ultime ricerche scientifiche l´alimentazione a base di fast food crea una forma di "dipendenza" come le droghe o la nicotina delle sigarette. Quella lettera è un primo passo prima di avanzare le richieste più pesanti – gli avvisi obbligatori per mettere in guardia i consumatori dai danni per la salute – e infine scatenare un´ondata di processi per danni.
          I segnali di tempesta per l´industria del fast-food non vengono solo dal congresso di Boston. A New York il consiglio comunale sta per discutere la proposta di istituire una "fat tax" (tassa sul grasso), in pratica un´addizionale dell´1% all´Iva sui fast food e anche sulle pubblicità che li promuovono. D´altra parte un gruppo di grandi aziende – tra cui figurano Ford e Honeywell – lancia una campagna educativa tra i propri dipendenti per dissuaderli dal consumare hamburger e altro cibo-spazzatura negli intervalli di pranzo: infatti le malattie legate all´obesità e ad un´alimentazione malsana contribuiscono all´esplosione delle tariffe assicurative sulle polizze sanitarie private, e quindi fanno salire il costo del lavoro. Infine cresce la mobilitazione di associazioni di genitori per vietare nelle scuole le macchine automatiche che distribuiscono a pagamento bibite gassate e dolcificate (Coca, Pepsi, Sprite, ecc.) e merendine malsane (piene di zuccheri e grassi), altra causa della pessima dieta alimentare dei ragazzi.
          Sarà una coincidenza, ma proprio alla vigilia del congresso di Boston la McDonald´s ha annunciato che ridurrà drasticamente gli acquisti di carni da allevamenti che trattano antibiotici: è una prima vittoria della campagna contro il cibo-Frankenstein che ha impegnato da anni associazioni di ambientalisti, consumatori e alter-global. In quanto all´Amministrazione Bush, sulla battaglia contro il fast food non si pronuncia. Ma da tempo cerca di cambiare le regole del codice civile per limitare i "punitive damage": sarebbe un regalo per la grande industria, liberata dall´incubo degli indennizzi miliardari. La lobby degli avvocati però è una delle più grandi finanziatrici di campagne elettorali, e non sarà facile far passare al Congresso una riforma contro il suo volere.