“Mondo” E ora Bush lancia l’ultimatum alla ciccia

28/10/2002




Lunedì 28 ottobre 2002


MCDONALD’S & CO. L’industria passa al dietetico

E ora Bush lancia l’ultimatum alla ciccia

Troppi obesi. Parte l’offensiva anti-fast food

      Il New York Times l’ha definita la «guerra culturale del ventunesimo secolo», paragonandola alla battaglia contro il tabacco. Samuel Hirsch, avvocato di grido, ha già avviato al tribunale di New York una causa collettiva contro McDonald’s, Burger King, Kentucky Fried Chicken e altre catene di ristoranti che non mettono in guardia i propri clienti sui danni del fast food. L’America scende in campo contro un’epidemia che ormai fa più vittime dell’Aids: l’obesità. E l’industria alimentare è già sulla difensiva. Secondo il ministero della Sanità il 61% degli americani è sovrappeso, il 24% obeso (il doppio di vent’anni fa) e circa 300 mila dei due milioni all’anno di morti non naturali dipendono dal disordine alimentare in cui è caduto il popolo yankee. La guerra contro il grasso, quindi, ha fondatissime ragioni economiche, quasi quanto la guerra contro il tabacco. E a chi sostiene che nessuno costringe milioni di americani ad abbuffarsi di junk food, i nuovi crociati oppongono una semplice considerazione: come il fumo, anche il grasso e lo zucchero provocano assuefazione e dipendenza. Tanto che alcune contee californiane hanno bandito snack e bevande dolcificate dalle scuole e già circolano in Congresso progetti di legge per proibire certa pubblicità e caricare i soft drinks di tasse finora previste solo per prodotti dannosi come tabacco o alcolici.L’industria alimentare, spaventata dallo spettro dei risarcimenti ma soprattutto dalla prospettiva di dover rinunciare a quote importanti di mercato, passa al contrattacco. Frito-Lay, il gigante delle patatine del gruppo Pepsi, ha annunciato all’inizio di ottobre: «Cambieremo il modo in cui gli americani fanno merenda». E ha assoldato il padre dell’aerobica Kenneth Cooper (grande amico e trainer del presidente George W. Bush) per fare pubblicità alla sua nuova linea light, da cui viene aspirata gran parte del grasso. Anche McDonald’s ha annunciato in questi giorni la decisione di usare un grasso più sano per friggere le sue famose patatine .
      Proprio le scuole saranno il campo di battaglia della nuova guerra, che già si annuncia all’ultimo sangue: mentre le autorità cercano di sbattere fuori le multinazionali del junk food dai templi del sapere, infatti, la rivista di medicina
      Lancet denuncia i rapporti incestuosi fra industria alimentare e presidi, che si prestano a sottoscrivere contratti di esclusiva con questo o quel marchio aprendo i battenti all’orgia del marketing in cambio di lauti finanziamenti. E Eric Schlosser, autore del best-seller «Fast Food nation», un vero e proprio atto d’accusa, all’american food, sostiene che i produttori cercheranno di espandersi nei Paesi europei.
Elena Comelli


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