“Mondo” Due adolescenti contro McDonald´s

28/11/2002




            (Del 28/11/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 12)
            Due adolescenti contro McDonald´s
            Così finisce l´amore per il fast food
            NEW YORK
            Cause in tribunale, azioni in ribasso, profitti in calo, ristoranti che chiudono e dipendenti licenziati: possibile che gli americani si stiano stancando dei fast food? E´ la domanda che assilla gli analisti finanziari, gli avvocati, i salutisti e persino i sociologi Usa, dopo le ultime disavventure della McDonald´s, la casa degli «archi d´oro» che ha inventato la cultura dell’hamburger con le patatine da divorare in pochi minuti. Prima di continuare a dipingere un quadro disastroso, che farà sorridere i baffoni di Josè Bove, ma in realtà dimostra come il mercato conservi più potere dei no global, bisogna chiarire che la McDonald´s resta un colosso mondiale. Ha oltre 30 mila ristoranti in 121 Paesi, impiega 395 mila dipendenti, serve 46 milioni di clienti al giorno, e vanta un fatturato di 40,6 miliardi di dollari per il 2001. Nell´anno in corso c´è stato qualche problema, d’accordo, ma da gennaio a settembre ha incassato comunque 31 miliardi di dollari, e quindi parlare di crisi sarebbe esagerato. Eppure ci sono diversi però. Dal punto di vista numerico, i dubbi più significativi li ha instillati proprio il chief executive officer della multinazionale, Jack Greenberg, quando a novembre ha annunciato una ristrutturazione che porterà alla chiusura di 175 ristoranti, con l´uscita dal mercato di quattro Paesi in America Latina e Medio Oriente. Tra 600 e 400 posti di lavoro spariranno, ma questa manovra porterà ad una perdita di ricavi compresa fra 350 e 425 milioni di dollari, che costringerà l´azienda a mancare le proprie previsioni sui profitti per l´ottava volta in nove trimestri. Spiccioli, davanti ad un fatturato che vale due finanziarie dello Stato italiano, e in un certo senso è vero, perchè a fronte dei 175 ristoranti poco redditizi che chiuderanno, la McDonald´s conta di aprirne altri 600 in zone più profittevoli nel 2003. Ma nel 2002 ne ha aperti 1300, cioè più del doppio, e la frenata sta ad indicare che la multinazionale ha deciso di puntare sul miglioramento delle strutture, invece dell´espansione a tutti i costi. Gli analisti si aspettavano queste correzioni e infatti Standard&Poor´s minaccia l´abbassamento del rating sul debito di lungo termine dell´azienda. Ma non è solo una questione di numeri. Due adolescenti di New York, Jazlyn Bradley e Ashley Pelman, hanno presentato una causa che l´editorialista del «New York Times» David Zinczenko ha definito così: «E´ come se un uomo di mezza età portasse in tribunale la Porsche, perchà lo ha spinto a prendere multe per eccesso di velocità». Jazlyn ha 19 e 122 chili di ciccia, mentre Ashaley ha 14 anni e pesa 77 chili. La loro accusa è che sono diventati obesi per colpa di Ronald McDonald´s, che li invitava a mangiare BigMac a prezzi stracciati, tentandoli senza spiegare che un pranzo a base di superhamburger, patatine fritte e Coca Cola gigante, aggiunge 1600 calorie alla dieta quotidiana, che secondo le stime del ministero dell’Agricoltura americano non dovrebbe superare le 2200 calorie nell´arco della giornata. E´ un problema serio, perchè il 61% degli americani è sovrappeso e il 14% dei giovani tra 12 e 19 anni rischia l´obesità. I legali della McDonald´s hanno risposto che l´azienda non può assumersi la responsabilità di quanto mangiano i clienti, sostenendo che tutti conoscono la pericolosità di abbuffarsi, e il giudice di Manhattan Robert Sweet non ha ancora deciso se accettare la causa. Però un segnale c´è, oltre al desiderio dei querelenti di incassare qualche milione. Le ragioni della possibile crisi nel matrimonio tra gli americani e i fast food sono diverse. La recessione ha contribuito a diminuire i pasti fuori casa, e la paura generata dal morbo della mucca pazza ha ridotto l´appetito per la carne. Alcuni clienti, inoltre, iniziano a lamentarsi per la qualità del cibo, il servizio e la pulizia. Sul piano culturale, poi, può darsi che comincino a fare breccia le campagne salutiste sostenute anche dal governo, che invitano a fare movimento e mangiare meglio. Se Ronald McDonald´s non correggerà i menu, insomma, potrebbe rischiare di morire di fame.
            Paolo Mastrolilli