“Mondo” Diageo, sì allo sconto per Burger King

13/12/2002



              13 dicembre 2002

              FINANZA E MERCATI


              Diageo, sì allo sconto per Burger King

              La crisi del fast food costringe il gruppo inglese ad accontentarsi di 1,5 miliardi di dollari

              ALESSANDRO PLATEROTI


              NEW YORK – Uno sconto del 48% sul prezzo iniziale ha sbloccato l’impasse che impediva la vendita di Burger King alla cordata guidata da Texas Pacific Group . Dopo il fallimento del primo negoziato la scorsa estate e dopo un mese di trattative roventi tra le due sponde dell’Atlantico, l’inglese Diageo ha accettato di tagliare drasticamente il prezzo di vendita della catena di fast-food, spianando così la strada a un accordo con il fondo di San Francisco e con i suoi soci nell’operazione, Bain Capital e Goldman Sachs Capital Partners. Anche se gli interessati hanno rifiutato di confermare o smentire la nuova intesa su Burger King, la firma del contratto di vendita – dove si fissa la transazione in 1,5 miliardi di dollari contro i 2,23 miliardi di dollari che erano stati inizialmente concordati nel luglio scorso – sarebbe ormai questione di ore: «Un annuncio formale – ha detto una fonte vicina al negoziato – è atteso venerdì o al massimo lunedì». La saga di Burger King sembra dunque giunta a conclusione, anche se con termini finanziari che riflettono la crisi del fast-food, o quanto meno delle sue formule più tradizionali. Anche in America, come nel resto del mondo, i consumatori cominciano a preferire una cena al "fast casual" – ristoranti veloci ma con menù più salubri, cucine etniche, panini "gourmet" e minestre "casalinghe" – al posto del panino alla carne e delle patatine fritte, che tra l’altro sono già al centro di decine di cause per i danni provocati alla salute. Questa trasformazione del mercato è ancora marginale – i "fast-casual" (Schlotzky’s, Wendy’s, Sbarro e Subway, solo per citarne alcuni) hanno un fatturato complessivo di 5 miliardi di dollari l’anno contro i 153 miliardi dei fast-food – ma il tasso di crescita della formula emergente è due volte superiore a quello dei fast food. Davanti a questa avanzata, sia Burger King che McDonald’s hanno cominciato a tagliare i prezzi, comprimendo anco più i margini di profitto. Anche per questa ragione, Tpg e soci hanno bloccato la transazione su Burger King la scorsa estate proprio a un passo dalla firma. Diageo alla fine ha dovuto arrendersi: oltre ad aver ridotto il prezzo di oltre il 48%, avrebbe anche accettato di garantire parte del debito contratto per finanziare la vendita di Burger King, una condizione imposta dalle banche per limitare la rischiosità di un prestito accordato direttamente al fast-food. Burger King, che controlla 11.450 ristoranti in 58 Paesi, è la seconda catena mondiale con una quota di mercato del 18%: al primo posto c’è McDonald’s con il 48 e al terzo c’è Wendy’s con il 13.