“Mondo Convenienza (1)” Un impiego? La domenica no

04/05/2005
    martedì 3 maggio 2005

    Un impiego? La domenica no

      “Mondo Convenienza” non trova il personale
      70 posti ancora sguarniti: una vicenda che sfata i luoghi comuni

        CRISTIANO MEONI

          PRATO. Non mancheranno discussioni perchè ci accingiamo a dire una cosa grave per i tempi: che non c’è tutta questa fame di lavoro. “Mondo Convenienza” – la catena di vendita di mobili e oggetti per la casa – sta incontrando difficoltà a reclutare il personale per aprire la sede di Prato. Cercava 130 persone, ne ha assunte 60 ma che fatica… «Anche noi siamo rimasti sorpresi – commenta Barbara Farina, che cura la selezione del personale – Il principale ostacolo è che chiediamo di lavorare la domenica e questo dalle vostre parti sembra essere un grosso problema».
          Un po’ sconcerta, la scoperta, e un po’ conforta. Evidentemente non siamo ancora scesi alla soglia del bisogno, si può ancora scegliere di rifiutare un impiego. Il mercato del lavoro pratese può permettersi di fare a meno di una settantina di assunzioni. «Siete una città ricca, complimenti».

          Mondo Convenienza aprirà a metà giugno all’ex Mercatone. A gennaio ha lanciato la selezione del personale. Servivano 60 addetti alle vendite, 50 magazzinieri, 10 contabili esperti, 10 impiegati di magazzino, una decina tra tecnici e figure specializzate. In tutto 130 persone. Si offrivano contratti a termine, da confermare alla scadenza – e nel caso degli addetti alle vendite “contratti a tempo indeterminato” – ovviamente paga sindacale, periodo di formazione retribuita. Un lavoro serio, insomma. Però anche il sabato, e, ahi ahi, la domenica.

          «Dapprima non capivamo – spiega la dirigente della catena – Non abbiamo mai avuto problemi per trovare il personale. Anzi, nel Lazio era sufficiente che cominciasse a circolare qualche voce perchè ci arrivassero centinaia di curriculum. Per l’apertura del negozio di Frosinone siamo stati presi d’assalto, così anche per Roma Casilina e Latina. A Prato ci siamo trovati di fronte a problemi finora sconosciuti».

          Di due tipi, fondamentalmente. Il primo: «Non si vuole lavorare la domenica. E’ un’esigenza comprensibilissima – continua Barbara Farina – e difatti abbiamo previsto turnazioni. Ma per i primi mesi chiediamo di lavorare tutte le domeniche». Secondo ostacolo: c’è avversione per tutto ciò che è spostamento, anche temporaneo: «Agli addetti alle vendite chiediamo di seguire un periodo di formazione molto breve, un paio di settimane, in un nostro negozio. Tutto coperto dall’azienda, ovviamente, dal vitto all’alloggio. Per i contabili e gli impiegati di magazzino la formazione è un po’ più lunga, due mesi. Due mesi a Scarlino, in provincia di Grosseto, a carico dell’azienda. Siamo arrivati ad offrire soli tre mesi di lavoro determinato. Abbiamo alzato il target dell’età a 40 anni e oltre».

          Niente da fare. Resiste l’idea del lavoro sotto casa, ed è una fortuna che si possa rinunciare a un impiego solo perchè sacrifica la domenica o costringe a trasferte. «Ma, certo, per noi è un fatto assolutamente nuovo» ammette la selezionatrice di Mondo Convenienza.

          La catena laziale, che ha già programmato l’apertura del megastore per metà giugno, ha provato a ricorrere alle scuole. Vanamente però. «Abbiamo avuto dalle scuole superiori gli elenchi dei diplomati dell’ultimo anno e, in qualche caso, anche dell’anno precedente. Li abbiamo contattati ma quasi tutti hanno già un lavoro oppure non sono interessati perchè frequentano l’università. C’è molto lavoro a Prato» commenta la manager di Mondo Convenienza. Ecco una realtà che non ti aspetteresti e che è disvelata da questa paradossole, incredibile vicenda.