Molta cautela e qualche ottimismo sulla ripresa

15/05/2006
    sabato 13 maggio 2006

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      SINDACALIA. LA CGIL CHIEDE DI VERIFICARE I CONTI E SOSTENERE CHI INNOVA

        Molta cautela e qualche ottimismo sulla ripresa

          Qualche cauto ottimismo, molta prudenza nel valutare le cifre e nessuna
          particolare illusione. Figuriamoci i trionfalismi. L’attenzione, da parte del
          sindacato italiano, per la ripresa c’� tutta ma i segnali vengono ritenuti �timidi� e soprattutto vanno accompagnati a molto altro. Stante che, sul piano delle ricette, c’� chi si preoccupa anche del risanamento e chi punta decisamente sullo sviluppo.Tra i secondi c’� senz’altro il segretario della Uil Luigi Angeletti, che punta tutte le sue fiches sulla crescita e chiede – spiegano i suoi – �di guardare a quella, non al deficit: bisogna puntare sulla ripresa che c’� e crederci �. Niente manovrine bis, cio�.

          Anche la posizione di Marigia Maulucci, segretaria confederale Cgil,
          � secca e netta: �La tesi della “grande truffa declinista” sostenuta dal Foglio e alcuni economisti � una stipidaggine. Quando i declinisti parlavano di declino avevano ragione. Per cinque anni abbiamo avuto una crescita con davanti lo zero, ora c’� l’1 ma sarebbe un
          errore farsi prendere dall’ottimismo.

          Della ripresa in corso, counque, il governo Berlusconi non ha alcun merito, in quanto � legata solo alla ripresa internazionale e a due successi del nostro export, i prodotti raffinati e l’auto. Trattasi di piccoli segnali, mica vuol dire che siamo fuori dal tunnel�, sostiene. �E comunque servono forti politiche di sostegno per supportarla, questa timida ripresa – continua – ecco perch� non c’� spazio per nessuna manovra bis, si pu� solo procedere a una politica di risanamento e sviluppo insieme, dopo una seria due diligence dei conti pubblici. Tutt’al pi� si anticipino Dpef e Finanziaria�.

          E se il segretario generale della Cisl,Raffaele Bonanni, ieri invitava alla cautela (�Una rondine non fa primavera�), chiedendo di costruire una ripresa �solida, non virtuale�, � anche vero – nota il segretario confederale cislino Giorgio Santini – che i dati positivi di Pil e ripresa industriale non devono scontare �letture minimalistiche� delle �troppo facile Cassandre del passato, ma piuttosto confermati con provvedimenti forti�, che appunto aiutino la ripresa. Tra essi Santini ne preferisce tre: agire sulla domanda estera per favorire la competitivit� sul mercato
          internazionale, favorire la domanda interna per gli investimenti, sostenere i redditi da lavoro e pensione per tenere viva la domanda interna. Servono cio� interventi sul cuneo fiscale e politiche di stabilizzazione del lavoro�. Il segretario della Cgil Epifani (che per primo
          lanci�, nel 2002, l’allarme declino) ha invitato il governo a �cogliere subito l’opportunit� della ripresa con le misure annunciate nel programma � ma nella Cgil le analisi su ripresina e situazione
          economica sono sdiverse.

          Il presidente dell’Ires Agostino Megale, ad esempio, preferisce la pars construens: �Finalmente, dopo 48 mesi di ininterrotto calo della produzione industriale, gli indicatore volgono al bello. Il segnale � importante perch� coinvolge tutti i settori industriali, compresi quelli
          manifatturieri, a partire dal made in Italy che registra un balzo dell’export del 10%. Bisogna per� verificare nel tempo se l’inversione di tendenza � strutturale e se il dato di crescita del Pil si consolida. Inoltre resta aperto il problema del basso livello di competitivit� del nostro sistema industriale (5000 imprese in difficolt�, 200 mila lavoratori in
          cassa integrazione). Ecco perch� sevono solidi interventi strutturali : va rilanciata una seria politica industriale, attivati gli sgravi contributivi e fiscali (i famosi 5 punti di cuneo fiscale di Prodi) e trovati criteri capaci di sostenere le imprese che innovano e fanno qualit� attraverso veri e propri “piani di qualit�” aziendali e territoriali per distretti. Col governo si pu� partire dal rilancio del protocollo su competitivit� e Mezzogiorno� ma l’idea � �un nuovo compromesso sociale�, come torna a chiedere con insistenza la Cisl attraverso il segretario generale aggiunto Baretta (�Questi dati vanno presi al volo: il governo convochi subito le parti sociali�).

          La mente economica della Cgil,Beniamino Lapadula, � da anni un watch
          dog dei conti pubblici e la denuncia della Corte dei conti sulla trimestrale di cassa non fa che confermarne gli allarmi: �Lo stato della nostra finanza pubblica � molto peggiore di quanto dica la stessa Ue: siamo abbondantemente sopra il 5.5% del rapporto deficit/Pil a causa dello sforamento della spesa nel pubblico impiego, della vera e propria
          falsificazione operata sui 16 miliardi di cofinanziamento Ue, fatti slittare al 2009, e del comparto sanit� del tutto fuori squadra. Fare una manovra correttiva molto forte peserebbe su una ripresa frutto di un effetto traino mondiale ed europeo (tedesco in testa) di cui siamo solo il fanalino di coda.Servono invece misure selettive di accompagnamento della crescita Inoltre due fattori collaterali peseranno negativamente, sul medio periodo:la bolletta energetica in costante aumento e il rialzo dei tassi d’interesse della Bce. Con Bruxelles va ricontrattato il tetto 3%�. Soluzioni? �Mettere sotto controllo la spesa pubblica, specie quella sanitaria, stipulando un vero patto di responsabilit� con le regioni; far passare il controllo della spesa pubblica delle amministrazioni centrali dai fasulli metodi alla Gordon Brown a una seria revisione delle grandi unit� previsionali di bilancio decidendo quanto e dove tagliare e
          quanto e dove investire�. Misure serie, rigorose, nello stile dell’uomo, che prevedono anche un forte capitolo entrate (Iva compresa) e un monito: �Guai a pensare che i guai sono passati,anche sela ripresa � sulla strada giusta�.