Molestate sul lavoro 730 mila donne

23/04/2002
La Stampa web





(Del 23/4/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 14)
ROMA, I DATI DI UNA RICERCA: «CI SONO TRE DIVERSI TIPI DI MANIACI»
Molestate sul lavoro 730 mila donne
Per una su due accade al colloquio d´assunzione

ROMA

Sono 728 mila le donne italiane che in un anno hanno subito molestie, violenze e ricatti a sfondo sessuale sul luogo di lavoro. Ma almeno 366 mila sono le donne che già prima di essere assunte hanno subito «attenzioni indesiderate» durante i colloqui e le selezioni preliminari. La categoria più a rischio è quella dell´impiegata della pubblica amministrazione compresa nella fascia d´età tra i 25 e i 40 anni. «In un sistema lavorativo basato su una cooptazione di fatto – ha osservato il professor Stefano Petilli, docente di Scienza della Comunicazione alla Sapienza di Roma, a margine del convegno "Crimini nel lavoro" – spesso la vittima viene assoggettata dalla cultura aziendale e sottoposta a condizionamenti» basati anche sul timore di perdere il posto di lavoro. Si calcola, infatti, che ben 238 mila donne abbiano subito molestie per mantenere l´occupazione. Ci sono tre tipi di molestatori, secondo la ricerca. «Il primo – elenca il criminologo Marco Strano, collaboratore dell´Istituto di psichiatria e psicologia della Cattolica – è il molestatore "seriale", che agisce spinto da un impulso incontrollabile, non curandosi delle circostanze». C´è poi il molestatore «occasionale»: è quello che approfitta di una situazione favorevole, ma che non mette in atto azioni premeditate. Ultima categoria, non meno pericolosa, è quella del molestatore semiconsapevole, tipica di chi mette in atto determinati comportamenti, non accorgendosi che il suo atteggiamento non è affatto gradito dalla destinataria delle attenzioni».
Le molestie sessuali però, sono soltanto una voce del disagio sul posto di lavoro: ammontano a 12 milioni gli europei che hanno conosciuto forme più o meno pesanti di «mobbing», di discriminazioni e di condizionamenti. L´Italia, con il suo 4% complessivo di vittime sul totale dei lavoratori, è ben al di sotto della media europea (che è all´8,1%) e lontana dalle realtà di Germania (7%) e Inghilterra (10%).
Intanto l´Unione europea ha elaborato un progetto di legge contro le molestie e dal 2005 in tutti gli Stati membri il «sexual harassment» sarà considerato una forma di discriminazione in fabbrica o in ufficio e spetterà al datore di lavoro garantire le condizioni perchè il fenomeno sia prevenuto e punito. Le nuove norme saranno ratificate dall´assemblea dei deputati di Strasburgo ed entro tre anni diventeranno legge. Saranno puniti i datori di lavoro che permettono, oppure sottovalutano, le molestie: potranno essere costretti a pagare risarcimenti milionari alle vittime, se non sono stati in grado di assicurare – recita la normativa – «un ambiente di lavoro libero dalle molestie».
La Commissione europea – che ha varato la direttiva anti-ricatti sessuali – ha anche presentato uno studio statistico, realizzato dall´università di Groningen, in Olanda. Secondo i dati, l´Oscar dei più pericolosi sul lavoro va a tedeschi e austriaci. Ben l´81% delle intervistate austriache, infatti, afferma di essere stata vittima di attenzioni non gradite, mentre la percentuale è del 72% in Germania. Più modesta, ma comunque sempre notevole, la percentuale di lavoratrici britanniche: sono più della metà. Più basse le percentuali riscontrate in Olanda (32%) e in Svezia (17%).
r. cri.