Modifiche alla Finanziaria, consulto senza la Cgil

30/10/2002




          (Del 30/10/2002 Sezione: Economia Pag. 10)
          AVANZA LA DELEGA SUL LAVORO MA LA MARGHERITA NON APPOGGIA LA MAGGIORANZA
          Modifiche alla Finanziaria, consulto senza la Cgil
          Epifani: una vergogna. Vicina l´intesa con Cisl, Uil e Confindustria

          ROMA
          Il governo stringe i tempi sul maxiemendamento alla manovra 2003, e incontra in serata i vertici di Confindustria, Cisl e Uil per concordare le proposte di modifica. Non la Cgil, provocando la protesta di Guglielmo Epifani contro il governo, ma anche contro Cisl e Uil. Intanto ieri non c´è stato nessun appoggio (clamoroso) della Margherita sulla delega per la riforma del mercato del lavoro, di cui ieri sono stati approvati i primi due articoli a Montecitorio. Non è chiaro se i segnali di dialogo intrecciati nei giorni scorsi tra il ministro del Welfare Roberto Maroni e i parlamentari del partito di Rutelli fossero qualcosa di più di semplici parole. Fatto sta che qualcosa deve essere andato storto: la Margherita non ha accolto l´invito del governo a votare il pacchetto contenuto nel disegno di legge 848 (la riforma del mercato del lavoro senza la parte che riguarda l´articolo 18). Che verrà presumibilmente approvata dalla Camera oggi, in tempo utile per passare al Senato evitando il blocco del suo iter, visto che nei prossimi mesi il Parlamento sarà impegnato dalla Finanziaria. Il tentativo di Maroni era quello di «sganciare» la Margherita dalla linea di opposizione drastica alla riforma del mercato del lavoro fin qui sostenuta dalle forze politiche dell´Ulivo, oltre che dalla Cgil. I diretti interessati negano che oltre alla semplice apertura politica sia stata manifestata da parte del governo anche una seria disponibilità a introdurre emendamenti. In Aula, la Margherita ha poi mantenuto le sue pregiudiziali, partecipando attivamente al rallentamento dei lavori messo in piedi dal centrosinistra. Di qui il botta e risposta tra il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi – che ha parlato di «ostruzionismo della Margherita» – e l´ex ministro Tiziano Treu, secondo cui le aperture di Maroni erano «solo avances formali», oltre che «un tentativo di dividere la Margherita dall’Ulivo». Chiude ogni porta il ministro del Welfare: «Io non ho mai parlato di modifiche – ha detto Maroni – ho solo detto: spero che la Margherita, che è la parte più moderata del centrosinistra, sostenga il provvedimento. Loro hanno proposto emendamenti, noi li abbiamo valutati con un’ampia discussione in Senato e abbiamo ritenuto di non accettarli». Appare piuttosto strano che il governo potesse sperare in un «sì» del partito di Rutelli a un provvedimento così «caldo» senza contropartite di sorta. È proprio quel che hanno pensato i diessini, che hanno avvertito odore di bruciato. Sul fronte della Finanziaria, la notizia più importante riguarda il Mezzogiorno. Ieri mattina i leader di Cisl e Uil (che insieme alla Cgil hanno incontrato l´Ulivo) avevano espresso feroci critiche sul capitolo Sud difendendo le richieste unitariamente messe a punto. Nel pomeriggio, hanno però risposto picche alla richiesta Cgil di uno sciopero sul tema. E in serata Savino Pezzotta e Luigi Angeletti hanno incontrato insieme al presidente di Confindustria Antonio D´Amato il ministro dell´Economia Giulio Tremonti, presso il ministero. Incontro di cui tutti erano a conoscenza, esclusa la Cgil, che ovviamente ha dovuto incassare questa nuova clamorosa rottura. «È una vergogna – dice il segretario confederale Cgil Marigia Maulucci – l´accordo era già pronto. Si ricordino di questa serata tutti coloro che si appellano alla Cgil perché ricostituisca l’unità sindacale che non siamo stati mai noi a rompere». Sull´esito del confronto sul maxiemendamento che il governo si accinge a presentare sul Sud e le imprese si sa poco, ma fonti dell´Economia parlano di incontri «informali molto fruttuosi» facendo capire che l´intesa sul maxiemendamento con Cisl, Uil e Confindustria ora sembra più vicina. Oggi ci sarà una seconda fase di incontri, forse anche con tutte le altre parti sociali. Tra le ipotesi di merito, un bonus assunzioni più favorevole per chi assume al Sud, meno vincoli per gli enti locali ma senza aumento degli stanziamenti e congelamento per uno o due anni del taglio alla legge 488. Tremonti continua comunque a difendere a spada tratta anche il capitolo meridione della manovra, parlando di «Finanziaria record per il Sud». Quanto agli Enti locali, i governatori continuano a protestare contro i tagli, mentre per i sindaci il primo cittadino di Torino Sergio Chiamparino denuncia «troppe incertezze per poter arrivare a una conclusione».

          Roberto Giovannini