MODENA – SISTEMA APPALTI DI SERVIZI: LA PRIMA AZIENDA MODENESE LICENZIA

04/11/2009

4 novembre 2009

Sistema appalti di servizi: la prima azienda modenese licenzia

Il Sistema degli Appalti pubblici e privati, ovvero delle esternalizzazioni di servizi come ristorazione, pulizie, vigilanza, portierato e assistenza conta circa 8.000 addetti a Modena e provincia ed è “la prima azienda modenese” per numero di addetti, ma il suo stato di salute è pessimo e i lavoratori di questi settori sono i primi a subire licenziamenti e riduzioni di orario di lavoro.

L’appalto di pulizie alla BPER e l’appalto per i servizi di pulizia presso la società Auto Brennero, dove la nuova impresa affidataria l’Ati Compass Group-B&B Service sta già cominciando a creare problemi disattendo le regole sul cambio appalto finalizzate a tutelare l’occupazione.
Nel settore della sicurezza privata gli appalti al ribasso hanno portato alla contrazione delle ore di lavoro degli addetti a sorveglianza, portierato, custodia, e ad un ricorso a forme contrattuali che non garantiscono un’adeguata formazione degli operatori creando potenziali situazioni di rischio per la propria e l’altrui sicurezza.

Lo stesso problema si sta verificando in maniera diffusa anche nel settore pubblico dove molte di queste aziende e i loro lavoratori prestano anche servizi essenziali come l’assistenza e lo scodellamento pasti all’interno di scuole ed asili. E’ il caso dell’ ASP di Concordia e del servizio pulizie e assistenza presso le strutture protette dei Comuni dell’Area Nord.
In Poste Italiane l’affido di appalti al massimo ribasso e il differimento estremo dei tempi di pagamento alle ditte affidatarie degli appalti di pulizie, determinano sospensione di mesi nel pagamento degli stipendi dei lavoratori, ma anche insolvenza vera e propria come nel caso delle ultime tre ditte appaltatrici.

In una situazione di riduzione e deregolamentazione come questa si aprono spazi per aziende che lavorano ai limiti della legalità, applicano contratti pirata non sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, turbando fortemente l’offerta di mercato. Aumenta il lavoro nero o grigio, con una parte di ore svolte “fuori busta”.
Per i lavoratori degli appalti licenziati mancano gli ammortizzatori sociali, a volte non hanno nemmeno diritto alla disoccupazione come nel caso dei soci-lavoratori delle cooperative in legge 602. Poiché spesso si tratta di lavoratori immigrati, rischiano da un giorno all’altro di trovarsi irregolari, anche se da anni sono ormai stabilmente in Italia.

I Sindacati di settore e i rappresentanti datoriali hanno sentito l’esigenza di riavviare un percorso di confronto per ricostituire l’Osservatorio provinciale sugli appalti, inattivo da oltre 5 anni. L’obiettivo è quello di rilanciare un’azione tesa al rispetto della legalità nel settore e delle regole della contrattazione collettiva, prevedendo iniziative di contrasto contro chi non rispetta tali regole turbando il mercato e incidendo negativamente sulle condizioni di lavoro degli addetti. Attraverso l’Osservatorio si intende promuovere una necessaria e dovuta sinergia con gli enti preposti ai controlli – a cominciare dalla Direzione Provinciale del Lavoro – per svolgere al meglio tale azione di monitoraggio.
Importante anche il prossimo rinnovo del contratto integrativo provinciale del settore pulimento-multiservizi, con il quale Cgil, Cisl e Uil intendono cercare ulteriori risposte normative alle criticità esposte e condivise