Modena, primo contratto «certo» per i collaboratori Confesercenti

25/11/2002

          23 novembre 2002

          REGOLE SCRITTE
          Modena, primo contratto «certo» per i collaboratori Confesercenti

          MILANO. Il punto di partenza è la considerazione
          che l’attuale mercato del lavoro richiede
          sempre di più prestazioni professionali
          caratterizzate dalla flessibilità. Il punto di
          arrivo è la constatazione che questa flessibilità
          non può però essere considerata una «strumento
          surrettizio teso ad abbattere il costo
          del lavoro e a violare i diritti dei lavoratori».
          Si articola dentro questi due estremi l’accordo
          siglato presso la direzione provinciale del
          lavoro di Modena tra la Confesercenti e Cgil,
          Cisl e Uil. Un accordo inedito per il panorama
          italiano sia per i contenuti sia per le
          modalità stesse che ne hanno caratterizzato
          la stipula. Per la prima volta, infatti, vengono
          formalizzati «per iscritto» tre contratti atipici
          "tipo": uno per i collaboratori occasionali,
          l’altro per i collaboratori coordinati e continuativi,
          il terzo per i contratti in partecipazione.
          E per la prima volta, inoltre, questi contratti,
          stipulati in modo formale, nascono
          dalla negoziazione tra le parti e con l’accordo
          delle tre confederazioni sindacali (Cgil,
          Cisl e Uil). Un passo importante perché «la
          certezza» del contratto riguarderà i lavoratori
          di tutte le imprese aderenti alla Confesercenti
          della provincia.
          Entrando nel merito dei contenuti, per le
          collaborazioni occasionali e per quelle coordinate
          e continuative viene stabilito che il
          contratto dovrà fissare: la data di inizio e di
          termine della prestazione; l’oggetto della prestazione
          stessa; l’ammontare del corrispettivo;
          il trattamento dei rimborsi spese; le cause
          che «possono dare atto all’interruzione
          anticipata del contratto» e che dovranno essere
          comunicate con almeno 15 giorni di preavviso;
          «l’analogo periodo di preavviso dovrà
          essere dato dal collaboratore che intenda rescindere
          il contratto». Viene poi precisato
          che nel contratto non dovranno essere incluse
          norme vessatorie. Ed infine vengono formalizzati
          l’impegno delle imprese a favorire
          la formazione del lavoratore; la possibilità di
          sospendere il contratto «in caso di malattia,
          infortunio e maternità», nonché per gravi e
          comprovati motivi familiari, «riportando nel
          contratto individuale le cause di sospensione,
          compatibilmente con l’oggetto della prestazione,
          e il trattamento che verrà riservato
          per l’assenza».

          S.U.