Modena prima nel lavoro, province siciliane in coda

05/11/2002

            5 novembre 2002

            ITALIA LAVORO
            OCCUPAZIONE & COMPRENSORI
            Modena prima nel lavoro
            Province siciliane in coda

            MILANO. Tra il 1998 e il 2000 il numero
            delle persone che hanno trovato un’occupazione
            è aumentato, mentre è calata la percentuale
            di quanti sono alla ricerca di un lavoro.
            Una dinamica questa che ha coinvolto tutto
            il territorio italiano, fatta eccezione per il
            Mezzogiorno.
            Un’indagine dell’Istat, condotta sulle forze
            lavoro in 784 «sistemi locali di lavoro»
            ha, infatti, rilevato che nel triennio
            ’98-2000 il tasso di occupazione è aumentato
            dell’1,57% (pari a 645mila nuovi occupati),
            mentre quello delle persone in cerca di
            occupazione è diminuito del 4,64%, equivalente
            in termini assoluti a 250mila persone.
            Il trend non è però stato identico in tutti i 784
            comprensori, ma anzi a scorrere i dati
            ancora una volta si evidenziano profondi squilibri
            territoriali.
            Perché, pur essendo stati solo 178 i sistemi locali
            che hanno presentato un calo dell’occupazione,
            questi sono, nel 90% dei casi, concentrati
            nel Mezzogiorno.
            Dei cinque sistemi che hanno evidenziato il minor
            tasso di occupazione, ben quattro (Nicosia,
            Petralia Sottana, Naro e San Piero Patti) si trovano
            in Sicilia, e un quinto in Calabria. E sul fronte opposto —
            a conferma del fatto che i rimanenti 606
            sistemi che mostrano dinamiche positive
            degli occupati, se pur con intensità diversa,
            sono concentrati nelle regioni del Nord e
            soprattutto nel Nord Est — arriva la classifica
            dei comprensori con la maggiore percentuale
            di occupati: le cinque posizioni di
            testa sono esclusivo appannaggio dell’Emilia
            Romagna e del Trentino Alto Adige.
            Il dettaglio delle cifre fornisce, dunque, un
            quadro piuttosto articolato in quanto la ripresa
            del Mezzogiorno affianca ampie zone grigie.
            Anche se, specifica l’Istat, tutte le aree
            che presentano una diminuzione del numero
            degli occupati sono caratterizzate, da una
            dimensione media della popolazione più bassa
            rispetto alle aree in crescita, elemento
            questo che in parte contribuisce ad attenuare
            l’impatto dei numeri.
            E che i segnali per il Sud non siano incoraggianti,
            in modo inequivocabile, lo conferma
            pure un altro indicatore, cioè l’andamento della
            disoccupazione. Andamento che, nonostante
            mostri dinamiche addirittura migliori rispetto
            a quelle registrate per gli occupati, continua a segnalare
            come le perfomance peggiori quelle dei comprensori
            meridionali. A fronte di 661 sistemi locali, pari all’84,3%
            del totale e all’82,4% della popolazione residente,
            caratterizzati da risultati positivi, esistono 123 aree
            dove invece le persone in cerca di occupazione
            aumentano (15,7% del totale e 17,6% in termini di
            popolazione): di queste ben 119 sono localizzate
            nel Sud Italia e nello specifico in Calabria.
            In testa alla classifica figurano Rosarno
            (28,5%) e Paola (28,2%). Mentre i sistemi
            più "virtuosi", caratterizzati da un costante
            aumento dell’occupazione accompagnato da
            una riduzione delle persone in cerca di occupazione,
            si concentrano per lo più nel Nord
            Est: Bolzano e Bressanone con il loro 2,4% e
            2,5% di disoccupati incalzano il primato di
            Pavullo nel Frignano che di disoccupati ne
            conta appena lo 0,8%.
            SERENA UCCELLO

TASSI DI OCCUPAZIONE
Media 2000 in percentuale
I PIÙ ALTI
Pavullo nel Frignano (MO) 58,5
San Martino Passiria (BZ) 57,8
Sassuolo (MO) 57,4
Bressanone (BZ) 57,2
Brunico (BZ) 57,2
    ... E I PIÙ BASSI
    Nicosia (EN) 26,9
    Petralia Sottana (PA) 28,1
    Verzino (KR) 28,1
    San Piero Patti (ME) 28,4
    Naro (AG) 28,5
    Fonte: Istat